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QT n. 1, gennaio 2011 L’intervista

Donna, scienziata, laica

Incontro a Trento con Margherita Hack

Margherita Hack

La voce roca e quell’ arguto, vivace accento toscano, che non si perde pur vivendo a Trieste, come non si disperde, nel caos calmo del “suo spazio infinito”, quel suo argomentare preciso, granitico, inconfutabile.

Margherita, è così da sempre, è cresciuta in un ambiente familiare “stabilizzato”, totalmente libero e liberato da contaminazioni clerical-dominanti.

La sua fama di astrofisica è nota ed è patrimonio della comunità scientifica internazionale, ma qualche piccolo cenno biografico ci aiuterà a varcare l’arcano del suo vissuto, a capire che Margherita non è soltanto una donna di scienza, ma anche una vera e propria militante della laicità. Laurea in Fisica a Firenze nel 1945, a soli 23 anni, con una tesi in astrofisica sulle Cefeidi, le stelle variabili, realizzata presso l’osservatorio di Arcetri. Nel 1944 si sposa e nel 1964 è ordinaria di astronomia all’Università di Trieste, dove ha diretto anche l’Osservatorio Astronomico, portandolo a livelli di fama internazionale e dove vive tutt’ora. Al suo attivo ha un consistente elenco di trattati e di ricerche.

In gioventù è stata campionessa di salto in lungo, a testimonianza che il millenario “mens sana in corpore sano” non è solo un noioso proverbio a dito alzato degli igienisti. Solida e robusta come la sua fede nella scienza, si è sempre conquistata tutto con l impegno e la fatica, senza mai rivendicare corsie preferenziali per il fatto di essere donna. Il percorso al femminile per arrivare al successo era circondato di filo spinato e di battaglie a testa alta, per lei come per tutte noi, “combattive, sempre, nel lavoro, come in famiglia: non esistono rendite di posizione. Se in famiglia si vive in due, in due bisogna portarne il peso. Dal mio compagno ho sempre preteso questo. Ma ricordiamoci che la carriera va fatta anche in famiglia, oltre che sul lavoro”.

Margherita ha generosamente prestato la sua fama ed il suo volto a battaglie politiche importanti nel nome della laicità, nel partito radicale transnazionale e nel partito comunista, alle elezioni regionali del 2005 in Lombardia, senza mai farsi rinchiudere in quella torre d’avorio, dentro alla quale l’immaginario collettivo vorrebbe relegare la scienza.

Inizia così, senza preamboli e frasi di circostanza la nostra chiacchierata con Margherita Hack, in un rigido mattino d’inverno, mentre dalla nostra finestra Trento è un grande moderno presepe vivente infreddolito e formicolante di figuranti, che con passi incerti e scivolosi si spostano da una strada all’altra, da una macchina all’altra, da una casa all’altra, da un negozio all’altro, in cerca dell’ultimo regalo e dell’ennesimo zampone da gustare tutti insieme.

Entriamo nel vivo con una domanda a bruciapelo: dottoressa Hack, ma davvero per lei la religione è il male assoluto?

“No, non dovrebbe essere così, la religione nella sua accezione empirica, intesa come etica e rispetto del prossimo, dovrebbe essere un bene; in realtà, all’atto pratico, è un gran male, soprattutto se pensiamo all’uso che l’uomo ne ha fatto. In nome delle religioni sono state combattute guerre sanguinose ed ancora oggi, nei punti più caldi del globo, al centro c’è la questione religiosa. Penso al Medio Oriente, all’Iran, alla striscia di Gaza”.

E in Italia? Siamo in pace, per ora, nonostante altri giganteschi problemi socio-economici, ma l’anatema di papa Ratzinger contro il “relativismo culturale” che sta alla base di una fede dogmatica, potrebbe in qualche modo condizionare la ricerca scientifica nel nostro paese?

“Se consideriamo la legge 40 sulla fecondazione assistita il danno è stato incommensurabile, pensiamo a tutto il comparto della bioetica e della ricerca sulle cellule staminali, stiamo parlando della possibilità di creare organi vitali, di ricambio, ultimamente addirittura l’intestino. Ma non solo: pensiamo all’utilizzo della pillola abortiva, la RU486, a quali e quanti danni porteranno le obiezioni di coscienza. Molti, ma molti di più dei danni clinici prodotti dal farmaco stesso. Lo stesso vale per l’eutanasia e il testamento biologico, dove le pressioni della Chiesa sono pesantissime. Ma in tutto questo scenario la colpa non è della Chiesa, che fa il suo mestiere; la colpa è del Governo, che dovrebbe attuare provvedimenti per il bene dei cittadini, svincolandosi totalmente dalla religione. Ma in Italia il Governo addirittura viola la Costituzione, con le coppie di fatto ad esempio. La nostra Carta Costituzionale recita che non possiamo discriminare nessuno, siamo tutti uguali di fronte alla legge, abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stesi doveri. Se poi pensiamo a questo governo in particolare, forse il peggiore a memoria d’uomo in Italia...”.

Scienza ed etica, l’eterna altalena tra il limite da non oltrepassare, dove finisce la scienza e dove inizia l’etica: qual è il suo pensiero?

Margherita Hack

“La scienza deve essere libera, non deve porsi domande; sono le applicazioni, la tecnologia che deve essere funzionale alla vita e non alla morte. Le faccio un esempio: il nucleare non deve produrre bombe, ma se produce energia personalmente sono favorevole”.

Anche in Italia? Si rende conto di essere controcorrente? In Italia le centrali non le vuole nessuno.

“Le centrali nucleari di ultima generazione non sono più come quelle di Chernobyl, l’industria ha bisogno di energia e le fonti alternative non sono sufficienti. Inoltre, visto che compriamo a prezzi molto alti dai paesi confinanti, se dovesse accadere qualcosa nelle centrali nucleari francesi o svizzere, avremmo danni anche noi. Solo danni, senza alcun beneficio. Oggi all’Enea abbiamo una mente come Rubbia, ma spesso la ricerca e i suoi autorevoli rappresentanti in Italia vengono totalmente ignorati”.

Difficile concordare con queste teorie, ma bisogna tener conto che i fisici, e quindi anche gli astrofisici, vedono più in là, o forse sono ottimisti per definizione. Oppure i centri di ricerca hanno fame di energia e vivono questa nostra precarietà energetica come il vero pericolo. Morale: mi scatta una domanda davvero poco ortodossa, ma dato lo spessore materialista del personaggio, mi butto.

Margherita, ha paura di morire?

“No, - la risposta scatta immediata e decisa - ho paura di soffrire, mi fanno orrore gli accanimenti terapeutici.”

E il testamento biologico l’ha fatto?

“No, ma solamente per problemi burocratici, bisogna preparare le carte, spostarsi, insomma ci vuole del tempo ed io ne ho poco. Ma se qualcuno vorrà aiutarmi ad espletare queste pratiche lo farò”.

Il contatto con un’astrofisica è un’occasione ghiotta anche per parlare di cambiamenti climatici.. Quanto influisce, dal suo punto d’osservazione, sulla vita del nostro pianeta il livello di inquinamento atmosferico al quale siamo arrivati?

“Sono tempi lunghi, ma lei deve pensare che in un secolo la temperatura è aumentata di un grado centigrado. Un grado può sembrare ininfluente, di fatto con un grado di aumento abbiamo avuto l’innalzamento degli oceani, con la morte di interi tratti di barriera corallina. Le biodiversità vengono eliminate già ora, pensi a quante lucciole popolavano i nostri campi nelle notti d’estate, che ora sono scomparse. E le rondini? Non le vediamo più”.

Come aumenterà il riscaldamento della crosta terrestre?

“Potremmo arrivare alla fine del 2100 con un aumento tra i 5 e i 10 gradi. Nel secolo scorso l’aumento è stato contenuto perché l’industrializzazione è molto aumentata solo negli ultimi 40 anni”.

Un’ultima cosa: lei che è stata docente universitaria, come giudica la protesta degli studenti di questi giorni?

“La protesta pacifica è sacrosanta. Questo governo ha fatto una riforma senza il benché minimo confronto con chi all’interno degli atenei lavora e studia. Con una riforma caduta dall’alto era normale che l’impatto fosse questo. Ma fa tutto parte del cedimento di questa politica. I peggiori politici di 40 anni fa erano infinitamente migliori di questi”.

Come andrà a finire?

“ Io spero che l’Italia si svegli, mi auguro che persone come Vendola, la Finocchiaro, Rosi Bindi riescano a creare un’alternativa credibile”.

Ha citato tutte donne. W le donne?

“W le donne, ma solo se sono capaci, impegnate e preparate”.

L’appuntamento con Margherita Hack è a Pinzolo il 28 gennaio 2011, al Palaeventi (accanto alla Chiesta Parrocchiale) alle 20.30 per la presentazione del suo ultimo libro “Libera Scienza in Libero Stato”, Rizzoli editore.

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