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QT n. 11, novembre 2021 Servizi

Fridays for Future e l'impegno dei giovani

tempo di agire: non ci sono altri pianeti per noi.Conversazione con Sara Segantin, scrittrice e attivista.

Manifestazioni di Fridays for Future a Trieste

Sara Segantin, 24 anni, è fra i fondatori del movimento Fridays for Future in Italia, scrittrice, alpinista, collaboratrice di “Geo e Geo”. È nata a Cavalese dove si è diplomata all'Istituto “La Rosa Bianca”. Laureata in Lingue e lettere all'università di Trieste, ha sostenuto un master alla Montana State University (USA). La sua vivacità trova radici in una profonda curiosità. Ha scritto tre romanzi, l'ultimo dei quali è “Non siamo eroi”, una storia di giovanissimi coinvolti nelle lotte dei movimenti internazionali sui cambiamenti climatici, un appassionato e dolce romanzo.

Sara, ti sei trovata proiettata dalla valle di Fiemme nel cuore di un movimento internazionale su temi strategici per il futuro del nostro pianeta e dell'umanità. Cosa ti ha spinto in questo impegno?
Sicuramente l'educazione che ho ricevuto, la curiosità di vedere e comprendere la complessità, la volontà di ricercare esperienze e la forza dell'istruzione ricevuta. Si tratta di una presa di responsabilità all 'interno di un momento storico in cui si devono affrontare scelte strategiche.

Manifestazioni di Fridays for Future a Brescia

Per alimentare questi tuoi convincimenti hai trovato stimoli importanti nel percorso scolastico, quali gli attori principali?
Senz'altro, la scuola è stata importante. Il professor Fabio Dellagiacoma dell'istituto “La Rosa Bianca” ci ha portati, su progetti innovativi, a comprendere l'ambiente che ci circondava, la sua bellezza. Inoltre, a livello personale, mi ha dato la consapevolezza di aprirmi ad una visione nazionale e internazionale dei problemi.

Migliaia di persone vi stanno seguendo riponendo in voi grandi speranze. La mia generazione vede in voi un percorso di continuità con i valori che un tempo lontano promuoveva: giustizia sociale, comunità, internazionalismo, solidarietà, attenzione ai diritti della natura. Su questi temi Fridays for Future ha pensato a come organizzarsi per avere continuità di azione?
Il nostro sguardo è rivolto alla complessità. Certo, speriamo e lavoriamo per risultare incisivi. Oggi si parla diffusamente di giustizia climatica. Affrontare questo tema coinvolge molti altri aspetti della società, tutti gli aspetti del vivere, dell'umano, attraverso l'approfondimento e recependo competenze del più alto profilo possibile.

Ti abbiamo vista particolarmente efficace nelmondo della comunicazione. Con i libri, con le collaborazioni televisive, nei dibattiti e nelle piazze. È entusiasmante seguirvi,ma di questi tempi non c'è anche il rischio di annegare in una massa informe di notizie? Quali strategie adottate per mantenere un profilo di continuità con uno standard elevato?
Sara Segantin con Greta Thunberg

Non è facile seguire tutto questo. La dimensione dell'informazione per la nostra azione è fondamentale, assieme, sempre, alla presenza diretta. Dobbiamo diffondere consapevolezza, su dimensioni diverse. I metodi da utilizzare non sono sempre gli stessi: niente dogmi fra di noi, ma concretezza. Ognuno presenta le proprie tesi, le inserisce in dinamiche complesse ponendo l'interlocutore al primo posto. Se cambia l'interlocutore dobbiamo anche cambiare il metodo comunicativo, e la strategia. E così raccontiamo il mondo: noi vogliamo costruire il nostro presente e poi lo rilanciamo in un contesto collettivo.

Quali interazioni mantiene il movimento italiano con quanto accade all 'estero?
Le relazioni sono innumerevoli. Per noi le dinamiche internazionali sono essenziali, come i monitoraggi, leggere come sta andando il resto del pianeta per poi traferire l'impegno nel locale. Non un locale segnato da confini, ma inserito in una dimensione globale e con obiettivi condivisi ad ampio raggio e con ricadute vaste. Dobbiamo agire così perché le realtà con le quali ci confrontiamo sono diverse fra loro: diversità culturali prima di tutto, ma non solo. E allora gettiamo ponti; gli incontri aiutano i legami, trasferiscono informazioni fino alle realtà più isolate o che sembrano tali.

In diverse vostre dichiarazioni ho colto un motore forte e diffuso: la paura. È un sentimento anche positivo nel breve periodo perché produce azione, costringe a condividere passioni, elaborazioni, cambiamento. Ma è anche possibile che in presenza di difficoltà o di eccessive lentezze nelle risposte si cada nella rassegnazione, quindi nella passività e nella restaurazione. Accanto alla paura vi ho anche sentitimanifestare valori che sembravano assopiti: la solidarietà, la preparazione scientifica e tanto amore per il futuro. Una lettura falsata?
La paura la interpreto come un passaggio verso la soluzione.
Sara Segantin in veste di freeclimber.
La paura è utile quando stimola; naturalmente non deve diventare panico, deve portare a progetti, a soluzioni concrete; anche nella crisi climatica dovremmo leggervi quanto abbiamo perso, ma nel contempo quanto ancora possiamo salvare. Si tratta di uno stimolo emotivo che ci aiuta a passare alla parte razionale dei problemi da affrontare, per costruire la soluzione. Certo, c'è urgenza di agire, si deve decidere e agire. Noi siamo un motore anche ideale, utile non solo ai giovanissimi. I valori che ci sostengono sono le basi fondamentali del nostro agire. Infatti, o agiamo insieme o non ne usciremo. La scienza la leggiamo come uno strumento, non un dogma. Il tutto ci porta a sostenere il rispetto per le persone e le vite. La nostra consapevolezza ci dà una visione, tutto il resto viene di conseguenza. Siamo appena usciti dalla grande pre-assemblea della COP 26 di Milano che deve preparare il convegno decisivo di Glasgow. Il nostro movimento era presente a Milano con delegazioni internazionali. Poniamo grandi speranze nella prossima Cop 26. Ovviamente, come dimostrato a Milano, saremo presenti sia prima della riunione di Glasgow che dopo: stiamo preparando una grande manifestazione a Roma il giorno prima del consesso. Il nostro movimento ha affrontato un impegno in continua corsa. Perché abbiamo fiato e nonostante tutto abbiamo fiducia e lavoriamo per il nostro futuro.