Spese pazze 1
Avanti tutta

L’era dellaiana è stata notoriamente caratterizzata da un’ampia disponibilità di fondi, e contemporaneamente da un’ancor più ampia voluttà di spesa. Quanto questo sia stato fatto a debito lo sapremo solo quando una nuova amministrazione, meno continuista di quella targata Pacher, guaderà ben bene nei conti provinciali, per ora gelosamente custoditi dal dirigente generale Ivano Dalmonego, che dovrebbe essere in pensione, invece è stato blindato dall’uscente Dellai nel ruolo di guardiano delle più segrete chiavi interpretative dei bilanci. Ma, pur prescindendo dall’incombente debito, è chiaro che tutta una serie di spese fuori di testa, oggi, con disponibilità finanziarie molto più ristrette, dovrebbero essere messe da parte: Metroland, il Centro Congressi alle Albere, le scuole a Piedicastello, il Nuovo Ospedale ecc. Tra di esse riteniamo vada messa la Nuova Scuola di Medicina. Progetto poco sensato, dispendioso, che rischia di assottigliare i fondi per l’Università. Il Dellai dei tempi delle vacche grasse si era già distinto, in ambito universitario, in un altro progetto molto discutibile: la seconda (!!) Università del Trentino, da realizzarsi a San Michele, sbeffeggiata come “ridicola” “velleitaria” e “nociva”, in quanto giocoforza concorrente con l’Università vera, quella di Trento. La razionalizzazioneimposta in campo universitario da Roma (della serie: quando l’Autonomia si fa del male) che ha tagliato di brutto le mini università proliferate ovunque in Italia, all’ombra di campanilismi e clientelismi, ha gettato al macero anche il demente progetto di San Michele. Ma è rimasta la spinta di fondo: sperperare soldi, depotenziare l’università, al fine di crearsi centri di spesa clientelari.