Monaci d’Adige
Una sorpresa a Brancolino Marco Lando. Pag. 40, 10 euro.

Lungo quella che oggi è la strada provinciale della destra Adige, distante 25 km da Trento e 5 da Rovereto, a qualche centinaio di metri dalla riva del fiume (ormai nascosto allo sguardo dalla autostrada, ma un tempo visibile) giace la chiesa della Beata Vergine Maria di Brancolino, ed a fianco un edificio cinquecentesco che è stato un convento. Entrare nella chiesa, dopo i recenti restauri, vuol dire avere una sorpresa: nessuno si aspetterebbe, in un minuscolo borgo rurale come Brancolino, un simile sontuoso apparato decorativo barocco, che copre a tappeto ogni metro quadro di superficie, giocando illusionisticamente con la costruzione di spazi irreali. Opera seicentesca dei bresciani Pietro Sorisene e Pompeo Ghitti, commissionati dai dinasti del posto, i Lodron, che avevano il patrocino su chiesa e convento. Nell’edificio collegato ha vissuto per quasi 3 secoli una comunità di frati conventuali di S.Antonio, ed alla loro vita fra quelle mura ha dedicato un poemetto Marco Lando, raffinato poeta roveretano dalla vena spesso intrisa di tematiche psicoanalitiche.

I versi di “Monaci d’Adige” (questo il titolo del poemetto, dato alle stampe nel 2011 “in proprio” direttamente dall’autore) hanno risuonato fra le mura dell’ex convento il 1° giugno 2012, in un suggestivo reading notturno, che ha provato a far rivivere, sulle ali della poesia, l’epopea monastica della preghiera e della vita comunitaria che si è consumata, anonima, fra quelle pietre.
“Monaci d’Adige”, di Marco Lando, non ha distribuzione, ma si può ordinare alla libreria roveretana Blulibri, all’indirizzo di posta elettronica: blulibri@gmail.com.