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QT n. 10, 15 maggio 1999 Servizi

Acquisti sorprendenti

Il Mercatone Uno di S.Michele compera a prezzi esorbitanti dei terreni agricoli prima che venga pubblicizzato il nuovo piano di fabbrica...

Anche il piano di fabbrica di S.Michele all’Adige finirà in mano al commissario ad acta, ma intanto qualcuno sta già comperando terreni agricoli pagandoli più del doppio, nella speranza che vengano trasformati in zona edificabile.

La società che gestisce il Mercatone Uno di S.Michele, la M.Trentasei Srl, ha acquistato da poche settimane due terreni agricoli, uno di quasi 5.000 mq. e l’altro di circa 3.500, pagandoli rispettivamente 170.000 e 155.000 lire al mq. (dati rilevati al tavolare di Mezzolombardo).

I contadini della zona hanno fatto un affarone se si pensa che, sul mercato agricolo, quei terreni possono valere al massimo 70/80.000 lire al mq.

Come mai il Mercatone Uno ha sganciato 1 miliardo e 400 milioni per delle campagne che sì e no valgono 600 milioni? E perché gli intraprendenti imprenditori non hanno acquistato anche il fondo agricolo che confina col supermercato, ma solo i fondi contigui a quello confinante che è già stato trasformato, abusivamente e provvisoriamente, in parcheggio a servizio del grande magazzino?

La risposta è semplice e grave. La data dei contatti di acquisto sembra coincidere con l’ultima versione del piano di fabbrica, che renderebbe edificabili i terreni, finora agricoli, recentemente acquistati dal Mercatone Uno.

E non basta: sul fondo confinante già trasformato abusivamente in parcheggio, si dice sia destinata a passare la strada di collegamento della nuova zona commerciale. Perché acquistare quindi del terreno che verrà espropriato (ben pagato dall’ente pubblico) e messo gratuitamente a disposizione delle aziende della zona? Insomma, se tutto verrà confermato, sembra che l’affare sia coinciso con le recenti indicazioni della giunta comunale di San Michele e dell’estensore del piano di fabbrica, che avrebbero allargato la zona edificabile anche ai fondi oggetto delle recenti compravendite. Né il piano di fabbrica ancora in vigore, né la bozza ufficiale presentata nella primavera del ‘98, prevedeva che i terreni recentemente acquistati fossero destinati a zona edificabile. Ora, invece, pare proprio di sì.

L’affare, in piccolo, potrebbe assomigliare ad una vera e propria operazione di insider trading, la soffiata che permette repentini arricchimenti nelle borse finanziarie; soffiata che, se scoperta, può portare a conseguenze penali. Vedremo, quando le carte saranno disponibili, se le ipotesi avanzate troveranno riscontro. Sarà anche interessante vedere se il commissario ad acta, mandato a San Michele ad approvare il piano di fabbrica, avallerà le scelte in tema urbanistico fin qui portate avanti dall’amministrazione comunale, che ha tifato non poco per l’insediamento del Mercatone Uno, esponendosi anche a ricorsi amministrativi la cui decisione, dopo alcuni rinvii, sembra all’ordine del giorno del Tar di Trento nell’ultima settimana di maggio.

Al di là dell’episodio degli acquisti di terreni, sembrano confermate anche nell’ultima versione le linee principali che l’amministrazione comunale e il progettista avevano tracciato qualche mese fa. Stando ai si dice, risulterebbe confermata la grande area produttiva a sud del paese e l’area alberghiera a Grumo, nei pressi del casello autostradale. L’edificazione verrà quindi spinta fino ai limiti del territorio comunale così che, ad esempio, percorrendo la statale del Brennero dal ponte sull’Adige in direzione sud giù fino al confine col territorio di Lavis, il lato orientale oggi ancora in parte coltivato a vigneto diverrà una teoria continua di costruzioni, prima residenziali e quindi commerciali e artigianali. Verrà così chiusa l’unica finestra sulla campagna che dalla strada permette ancora di intravedere le dolci colline coltivate che assicurano notorietà a San Michele grazie alla presenza dell’Istituto Agrario, cui appartengono peraltro buona parte degli ettari destinati a ospitare anonimi capannoni.

In Comune dicono che le nuove aree per attività produttiva rispondono alle richieste dell’imprenditoria locale; ma nella maggioranza (Ulivo) che sostiene la Giunta comunale qualcuno è perplesso e il fatto che tutti e nove i consiglieri che sostengono la giunta siano incompatibili, avendo dichiarato di essere proprietari (o parenti dei proprietari) delle aree interessate ai prossimi sviluppi edilizi evita quantomeno il rischio di nuove fratture.

Alcuni mesi fa un consigliere aveva dichiarato a Qustotrentino che, secondo gli accordi di maggioranza,"il piano doveva solo razionalizzare l’esistente, confermando le zone edificabili presenti sulle attuali mappe. Vedo invece - aggiungeva - che accanto ad alcuni aspetti positivi, tra aree artigianali, pretestuose zone alberghiere e nuove aree residenziali, ci giochiamo quasi sette ettari di territorio i cui unici beneficiari rischiano di essere i soliti speculatori".

Parole che, alla luce degli ultimi avvenimenti, sembrano perfino profetiche.

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