Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca
QT n. 2, febbraio 2026 Servizi

La Procura e le querele SLAPP

QT e le querele pretestuose: per la Pubblica Accusa la libertà di stampa è un orpello

Si chiamano SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation) “le azioni legali tese a bloccare la partecipazione alla vita pubblica” asserisce Wikipedia. Sono insomma querele pretestuose intentate da entità potenti (grandi aziende, politici) per intimidire e mettere a tacere innanzitutto i giornalisti. “Vincere non è l'obiettivo principale di questa azione legale. L'obiettivo è intimorire l'avversario e reprimere il dibattito pubblico. La SLAPP non è fondata su reali motivi giuridici”.

A una grande azienda una lite temeraria non costa nulla, ha già uno stuolo di legali a sua disposizione. Invece per un giornale, soprattutto se piccolo, a un’associazione, a un’Ong, a un cittadino, la querela, pur pretestuosa, è fortemente limitante: occorre l’avvocato, bisogna riordinare i documenti, organizzare la difesa e sperare di non incappare - può succedere anche questo – nel giudice sbagliato, che ti condanna ai risarcimenti milionari che il potente richiede.

In poche parole le SLAPP sono un ulteriore strumento in mano ai prepotenti che – paradossalmente? – usano la giustizia per riaffermare il loro primato sulla società.

Dovrebbe essere inaccettabile. E infatti negli ultimi anni nei paesi anglosassoni sono state varate leggi per limitare l’odioso fenomeno. In Europa? Se ne discute. E in Trentino?

Le SLAPP sono arrivate anche da noi.

La querela di Cristina Santi

Di sicuro il lettore ha presente la causa intentata dal duo Hager-Signoretti contro il sindaco di Riva Adalberto Mosaner, reo di aver presentato una variante urbanistica che rendeva impossibile le loro mire speculative. Una causa civile (se vogliamo, ancor più insidiosa della querela penale, perché non può essere, quando manifestamente pretestuosa, bloccata dal PM che archivia); e da 20 milioni (!!): una spada di Damocle sulla testa del povero sindaco. Ora sono arrivati a noi, a Questotrentino.

Cristina Santi

Era da aspettarselo. Quello che invece stupisce è lo strano intorpidimento delle istituzioni, che dovrebbero tutelare la società, la libertà, e innanzitutto la libertà di stampa – come ripete il Presidente della Repubblica, troppo saggio e quindi inascoltato.

Contro QT sono state presentate due querele SLAPP: una da parte dell’ex sindaca di Riva Cristina Santi per l’articolo del febbraio 2023 sulle mire della ditta Hager-Signoretti sulla fascia lago di Riva; una seconda da parte dell’arch. Fausto Farneti per gli articoli dall’ottobre 2024 all’aprile 2025 sulle vicende legate alla miracolosa ristrutturazione del Villaggio anti-stress di Laviano in provincia di Salerno.

Vediamo la querela della Santi. Che denuncia la nostra redattrice Laura Mezzanotte per l’articolo in cui ricostruiva la contiguità tra la sindaca e le speculazioni di Hager-Signoretti. Ricostruzione “faziosa” secondo la sindaca, ma che non contesta. Quello per cui denuncia Mezzanotte, è l’aver scritto che lei Santi, per la sua campagna elettorale, aveva speso “circa 2.500 euro”. La sindaca non contesta la cifra, non dice che è un falso. Non dice neanche che è un dato sensibile, non pubblicabile: infatti è un dato corretto e pubblico. Ricostruisce invece l’iter della richiesta del dato da parte di Mezzanotte alla Corte di Appello di Trento e rimarca come la risposta della Corte non poteva arrivare “prima della data di uscita dell’articolo su QT”. Ma allora, si chiede scandalizzata la querelante (riportiamo testuale il grassetto e le maiuscole utilizzate nella denuncia) “come poteva la giornalista MEZZANOTTE prima della pubblicazione dell’articolo essere già al corrente delle spese elettorali del Sindaco SANTI!!!

Ecco quindi, enfatizzata dalla scrittura e dai punti esclamativi, la colpa della nostra redattrice: essersi informata ed aver riportato notizie vere, pubblicabili, di cui però la sindaca non individua la fonte. E allora? Qual è il reato? Che logica c’è in questo teatrale strapparsi le vesti?

O meglio, la Santi imperterrita prosegue, e ipotizza che ad informare QT sia stato l’allora consigliere comunale Alessio Zanoni (succeduto poi come sindaco alla stessa Santi). Ma anche fosse vero – e noi non neghiamo né confermiamo, un giornalista ha il diritto al segreto professionale e alla protezione delle fonti, cosa che evidentemente Santi ignora o finge di ignorare – cosa cambia? Il dato, riferito dal consigliere Zanoni, oppure da un impiegato comunale, oppure dal presidente della Corte, era corretto ed era legittimo pubblicarlo. Ma cosa si inventa Santi?

Insomma, è evidente che la ex-sindaca non porta alcun elemento a supporto della sua querela. Del tutto pretestuosa. Questa è la caratteristica delle SLAPP: denunce senza logica alcuna, fatte solo per intralciare e intimidire.

Il caso Efficient Building

Più complesso il caso della speculazione abortita di Efficient Building (e quindi di Seac) nel Salernitano, e del ruolo avuto dall’architetto Fausto Farneti. Cerchiamo di sintetizzare al massimo. Dopo mesi di indagini, la Procura di Salerno chiede, per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubbliche (art. 640 bis) ed altri reati, la custodia cautelare in carcere per otto indagati e ai domiciliari per altri cinque. Ricevuti i documenti, la Gip di Salerno dott.ssa Campanile rileva la propria incompetenza territoriale e passa il procedimento al Tribunale di Matera con un’articolata ordinanza di 50 pagine. Noi citiamo alcuni passaggi in cui la Gip riassume la questione. Sintetizzando: il 13 aprile 2022 (occhio alle date) il Comune di Laviano affidava senza gara il “Villaggio Antistress” alla Polis Matera Cooperativa Sociale per i lavori di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico dei fabbricati.

Orbene, il 27 aprile 2022 (14 giorni dopo!) la Polis Matera “comunicava l’avvenuta esecuzione dei lavori per quasi 37 milioni di euro” scrive, con una certa enfasi, la dott.ssa Campanile.

Enfasi comprensibilissima: chi sono, questi della Polis Matera, un esercito di Superman, che in due settimane fanno tutti i lavori, gli adempimenti burocratici ecc ecc? Di qui l’indagine e l’accertamento che “a fronte dei bonus fiscali conseguiti, i lavori di efficientamento non venivano compiuti (appunto, Superman non abita qui, ndr), ma addirittura venivano dichiarati eseguiti per un rilevante importo”. Per fare questo occorrevano delle complicità, e seguono paginate di falsi in atto pubblico, asseverazioni fasulle ecc, cui avevano concorso diversi pubblici ufficiali.

Questa la genesi del grande pasticcio edilizio-giudiziario in cui è rimasta impigliata Efficient Building, e a cascata la casa madre Seac spa, che a sua volta ha visto i bilanci gravemente compromessi. Di qui l’attenzione di Questotrentino.

Ma che c’entra l’architetto Farneti? Anche qui citiamo la Gip Campanile riportando questa volta i nomi e cognomi, cosa che – in un sussulto di cautela - non avevamo fatto negli articoli incriminati: “Emerge il coinvolgimento di soggetti – Farneti Fausto e Poggi Silvano – legati alla Efficient Building spa che, ad avviso di questo Gip, hanno ordito tutta la vicenda strumentalizzando anche l’amministrazione comunale di Laviano”

La vicenda è complessa: l’abbiamo dipanata in quattro servizi, supportati da un’ampia documentazione. Evidentemente è troppo complessa anche per i PM, che hanno concluso le indagini senza chiederci documenti, probabilmente senza neanche leggere le conclusioni della Gip Campanile, e invece riportando, confusamente sintetizzate, le rimostranze di Farneti.

Il fatto è che le querele per diffamazione a mezzo stampa non vengono dalla Procura trattate sempre con l’attenzione – in fatto ed in diritto – che si dovrebbe richiedere per una materia così delicata. Capita non di rado, anzi, che vengano addirittura passate, come questa di Farneti, all’Ufficio Affari Semplici. Si tratta di una diramazione istituita per sgravare il lavoro dei magistrati esperti, sostituiti da questo Ufficio che, come rivela la sua stessa denominazione, si occupa per lo più di liti condominiali o tra vicini, piccoli reati contro il patrimonio e simili reati bagatellari che non richiedono particolari approfondimenti sui fatti né particolari attenzioni sugli aspetti in diritto. Ora, a noi sembra grave che le querele agli organi di stampa vengano declassate tra le quisquilie, come se la libertà di espressione fosse un orpello.

Perché poi il meccanismo degli Affari Semplici (già la denominazione rimanda a meccanismi kafkiani) quando deve passare dalla lite tra condomini a una vertenza più corposa, dove magari sono coinvolti personaggi influenti, che fa? Si assume forse, magari dopo attenta lettura degli atti, la responsabilità di archiviare la querela pretestuosa? No, finisce per rinviare inevitabilmente tutto al Giudice: si arrangi lui, che ha scienza ed esperienza.

Ma così, portando avanti procedimenti giudiziari pretestuosi, si sprecano risorse pubbliche e si ingolfa ulteriormente la macchina della giustizia. Ma soprattutto, le SLAPP hanno già vinto: il giornale deve trovare e pagare un avvocato, deve organizzare una difesa. Lo scopo di intimidire ed intralciare è stato raggiunto.

QT ha la scorza dura e bravi avvocati che lo supportano. E la Procura ha ancora la possibilità di studiare meglio le carte e non arrivare a un deferimento al giudice. Vedremo.

Intanto registriamo scarsa comprensione del ruolo nefasto delle SLAPP: difendere la libertà di espressione e in definitiva il cittadino di fronte alle prepotenze dei potenti, non sembra essere una priorità.

Commenti (0)

Nessun commento.

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire altre verifiche e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.