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QT n. 5, maggio 2021 Trentagiorni

La Valsugana in batteria: perché no?

Ferrovia elettrificata oppure motrici a batteria?

Quando si parla di treno a batteria si pensa ai trenini della Lima che corrono per il salotto di casa. In realtà un treno vero, che funziona con grandi batterie elettriche e senza fili, corre già su una linea tra Toscana ed Emilia, che supera l’Appennino. E in altri paesi, tra cui l’Austria.

Di questo si è parlato il 14 aprile in una riunione (virtuale ma superpartecipata) organizzata dalla consigliera di Pergine Carla Zanella della lista Fare Comunità.

All’origine dell’incontro, a cui erano presenti molti amministratori dell’Alta Valsugana, la preoccupazione per la prevista elettrificazione della linea della Valsugana. Un’opera da anni attesa per eliminare le locomotive a diesel, ma che avrebbe un impatto non indifferente sulla valle.

In primis: per posare pali e fili la linea dovrebbe fermarsi per circa tre anni, con tutto il disagio che servizi alternativi in corriera possono comportare.

In secondo luogo, il treno corre per un buon tratto proprio sulle rive dei laghi e l’infilata di pali che dovrebbe accompagnarlo fa venire i brividi agli amministratori locali, concentrati sull’immagine turistica della zona.

Ma la tecnologia corre più dei tempi burocratici e mentre si è progettata la linea elettrica, sono state inventate motrici che viaggiano come le auto elettriche o ibride.

A favore di questa soluzione, preferita da sindaci e assessori intervenuti, ha parlato un esperto, l’ing. Maurizio Fauri, professore a Mesiano. Fauri ha spiegato che il costo dell’elettrificazione della linea fino a Borgo sarebbe di circa 110 milioni, di cui 60 per la palificazione pagati da Rete Ferroviaria Italiana e il resto, per la sostituzione delle motrici, sostenuto dalla Provincia. Per contro le motrici a batteria basta comprarle e metterle sui binari. Costo: circa 60 milioni.

Altro elemento fondamentale è che sotto Borgo la linea non può essere elettrificata perché le molte gallerie renderebbero troppo onerosi i lavori. Quindi i pali sarebbero una soluzione a metà. Diverso sarebbe col treno a batteria. I più entusiasti sottolineano che potrebbe andare dritto fino a Venezia. E che i costi di gestione, in soldoni il costo del diesel confrontato con quello della corrente, si ridurrebbero di circa il 70%.

L’entusiasmo di sindaci e assessori è stato raggelato dall’intervento del presidente Kaswalder che ha ricordato come RFI abbia già stanziato i fondi e cambiare ora porterebbe all’ennesimo ritardo. Qualcuno però gli ha ricordato che il treno a batteria comporta solo la sostituzione delle motrici.

Dal pubblico sono venute domande puntuali rispetto ad aspetti non banali, come il costo economico ed ambientale della sostituzione delle batterie esaurite oppure perfino l’idea alternativa dell’idrogeno.

In ogni caso lo scopo della serata era convincere la Provincia a valutare tutte le opzioni, senza fermarsi a un’idea - quella dei pali e dei fili - che comincia ad apparire superata.