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QT n. 9, settembre 2023 Servizi

La fine annunciata del “Nuovo Trentino”

Nato come pura azione di “disturbo” contro la concorrenza, in pochi mesi il quotidiano aveva trovato una sua voce originale.

Che fosse un’operazione “a tempo determinato” lo avevano capito tutti, fin dall’inizio. Compresi i giornalisti a cui era stata affidata la creazione del Nuovo Trentino. Così come era chiarissimo che il Nuovo Trentino era nato “per disturbo”, con l’obiettivo di mettere i pali tra le ruote alla nascita di un altro quotidiano, il T, creatura di una cordata dell’imprenditoria trentina con capofila il presidente di Confindustria, Fausto Manzana.

Quello che nessuno si aspettava quando il Nuovo Trentino era nato, ad ottobre 2022, era che la sua aspettativa di vita fosse così corta.

E invece a fine luglio l’editore per antonomasia del Trentino Alto Adige, Michl Ebner, ha deciso di chiuderlo, comunicando a freddo che il giornale sarebbe stato in edicola per l’ultima volta il 13 agosto. Un giorno perfetto per minimizzare qualunque dibattito/commento/protesta sulla decisione: in una domenica in mezzo al ponte di Ferragosto ci vuole ben altro per eccitare gli animi e le polemiche. E infatti, a parte un generico rammarico del sindacato giornalisti, nessun altro ha proferito verbo.

Nonostante la sentenza di morte che pendeva sul suo capo fin dalla nascita, il Nuovo Trentino ha provato seriamente a fare il suo lavoro. Ha scelto temi poco frequentati, dato voce a gruppi civici, sollevato questioni. Un gran bel lavoro per una redazione ridotta all’osso (sei giornalisti, direttore compreso) che aveva a disposizione appena 12 pagine. Ci permettiamo di dire che si intravvedeva, nella formula editoriale, l’idea di un settimanale pimpante e popolare, ma non è finita così. E ce ne rammarichiamo, perché la chiusura di un giornale, impegnato nell’approfondimento dei temi trattati, come è stato il Nuovo Trentino, rappresenta sempre una perdita per i lettori.

Ma non bastano 10 mesi per pensare di affermare sul mercato un serio prodotto editoriale. In verità ci vogliono anni, dai 3 ai 5, per conquistare stabilmente lettori. Forse proprio la brevità della vita del giornale non ha consentito a un pubblico sufficiente di lettori di apprezzare la qualità del giornale ed ha impedito che il numero di copie vendute crescesse a sufficienza. D’altra parte non possiamo pensare che un editore di lungo corso come Michl Ebner non conosca queste dinamiche. La logica ci dice che un arco temporale lungo non è mai stato nelle intenzioni della proprietà.

Poi, sulla sorte e soprattutto sulla durata del Nuovo Trentino hanno influito, dice l’editore nella nota con cui ha annunciato la chiusura del giornale, le impennate dei costi vivi.

Il giornale, citiamo dal comunicato ufficiale, “non ha ottenuto i risultati sperati nella sua versione cartacea che, di contro, ha subito e subisce l’impennata insostenibile dei costi dei fattori produttivi, dall’energia alla carta, ai costi di distribuzione per raggiungere i lettori”.

Paolo Mantovan, già direttore del Nuovo Trentino

La spada di Damocle che si è abbattuta sulla testa del Nuovo Trentino è stata il costo della carta che da due anni è nella tempesta, sia per aumenti stratosferici che per la imprevedibilità dei prezzi. Un dettaglio da addetti ai lavori. Il Nuovo Trentino era stampato su una carta pesante, da 50 grammi, ben più costosa di quella normale.

Siamo sicuri però che tutto questo fosse chiaro nella mente di Ebner quando ha fatto partire il Nuovo Trentino: il costo della carta era schizzato su altissime vette già in primavera del 2022 e si vedeva chiaramente arrivare lo tsunami dei prezzi dell’energia. Quindi facciamo la nostra ipotesi: a fronte di costi crescenti, l’editore ha considerato di aver già seminato abbastanza confusione nel campo avversario e di poter smettere di perdere denaro.

Il T ha senz’altro sofferto la presenza del Nuovo Trentino nelle edicole, principalmente per la confusione che si è generata nel pubblico dall’uscita quasi contemporanea di due nuovi quotidiani. Di cui uno, tra l’altro, portava un nome già orecchiato dal pubblico, con il rimando al Trentino chiuso solo due anni e mezzo fa.

Quindi Michl Ebner ha vinto la sua scommessa? Abbiamo seri dubbi. Il T è nato con l’orizzonte temporale adeguato. Voci incontrollate, ancor prima della nascita del giornale, dicevano che la proprietà aveva messo in conto bilanci in rosso per i primi tre anni. E nei suoi primi mesi di vita (è uscito la prima volta a novembre 2022) c’è stato un rodaggio. Non facile, disturbato anche dal Nuovo Trentino, ma che sta cominciando a dare buoni frutti. È un bene per tutti noi, per il nostro dibattito pubblico, avere almeno due voci stabili.

Ma Michl Ebner non ci lesina le sorprese: il 23 agosto ha annunciato l’acquisto di VideoBolzano33, televisione bolzanina che diventerà presto trentina (col trasferimento della sede a Trento) e che, nelle intenzioni annunciate, sarà un’emittente regionale con taglio prevalentemente economico. E questa, c’è da scommetterci, non sarà un’operazione di corto respiro. .