Ospedale di Fiemme. La Provincia sbaglia, pagheranno i cittadini?
La recente sentenza della Terza sezione del Consiglio di Stato è chiara. La decisione della Provincia autonoma di Trento di revocare il contratto di project financing della Mak Costruzioni riguardo il nuovo ospedale di Fiemme (in sinergia con Dolomiti Energia Solutions srl e Intesa San Paolo) è contraddittoria.
Nell’avallare il progetto privato è chiaro che la giunta provinciale ha agito con leggerezza. Per questo motivo l’istituzione potrebbe essere chiamata a pagare risarcimenti non trascurabili alla società, causa responsabilità di tipo precontrattuale.
Nel luglio 2019 la giunta provinciale di Trento cancellava dal bilancio provinciale i 32 milioni di euro stanziati per la ricostruzione dell’Ospedale di Fiemme sull’attuale sedime dalla giunta Rossi.
A seguire, in gran segreto, si sosteneva il project financing di Mak Costruzioni. Un ospedale nuovo costruito in area a elevato rischio idrogeologico, su terreni protetti in quanto aree agricole di pregio, violando il Piano urbanistico provinciale. Si sarebbe distrutto l’antico orto forestale di Fiemme.
Alcuni intermediari di alto profilo istituzionale (l’allora Scario della Magnifica Comunità di Fiemme) sollecitavano i privati a vendere i terreni alla Mak Costruzioni. Venuti a conoscenza della proposta, alcuni cittadini, il Comune di Cavalese e Italia Nostra si opponevano. Rimaneva solo la Lega a sostenere il progetto speculativo.

Con delibera del 23 agosto 2023 la Giunta provinciale finalmente si arrende: l’ospedale di Fiemme non si farà, né sul vecchio sedime, né nell’orto forestale. Chi ci lavora e i pazienti si arrangino a operare nella struttura sempre più fatiscente. Ora arriva la sentenza del Consiglio di Stato. Anche se in assenza di confronto sul territorio, il progetto era stato approvato dalla giunta e nei pareri dei servizi. Si prende atto che il proponente aveva investito in legittime aspettative che sono state vanificate dalla delibera provinciale del 2023. Forte di questa sentenza Mak costruzioni potrebbe oggi avviare un’azione processuale risarcitoria contro la Provincia chiedendo il rimborso di quote non minimali.
Nel qual caso, se soccombente, a pagare sarebbe l’ente pubblico, quindi i cittadini trentini. Allora il progetto valeva almeno 120 milioni di euro.
La responsabilità del fallimento dell’operazione è tutta politica: mancato rispetto delle normative urbanistiche provinciali, mancato coinvolgimento degli enti pubblici (compreso il Comune di Cavalese).
Perché tanta superficialità amministrativa e politica oggi dovrebbe venire pagata dai cittadini? I Comuni di Fiemme chiedevano un'altra localizzazione o sostenevano la ricostruzione del nuovo ospedale sull’attuale sedime. Qualora a Mak costruzioni venisse riconosciuto un congruo risarcimento, a pagare dovrebbero essere il Presidente della Provincia e i suoi assessori.
Un tema che passiamo alla valutazione della Corte dei Conti.