Un covo di vipere
“All Her Fault” In streaming su NOW
Nelle serie di genere mystery thriller, spesso i bambini o gli adolescenti sono al centro della storia: alcuni sono i primi sospettati di omicidi, altri invece vengono rapiti e tenuti in ostaggio. All Her Fault, nuova miniserie in 8 episodi, disponibile su NOW, non fa eccezione, rientrando nella seconda categoria.
Marissa Irvine (Sarah Snook), donna in carriera di Chicago, in un tranquillo pomeriggio si reca all’indirizzo datole da un’altra madre, Jenny (Dakota Fanning), per andare a prendere il figlio Milo dopo un pomeriggio di giochi insieme a un compagno di classe.
Ben presto, però, Marissa si scontra con una dura realtà: la donna che apre la porta non ha suo figlio e non è Jenny. L’indirizzo è dunque falso; il numero di telefono da cui ha ricevuto messaggi non è quello di Jenny; suo figlio non si trova lì e lei non ha idea di dove possa essere.
Inizia così un incubo per Marissa e il marito Peter, che denunciano la scomparsa del figlio alla polizia, e per Jenny, che viene accusata di negligenza dalla comunità. Nel corso degli 8 episodi, le indagini guidate dal detective Alcaras e lo sviluppo della vicenda portano a galla delle verità che erano state sepolte nel passato.
La premessa della trama è convincente, anche se non presenta nulla di nuovo: ci troviamo di fronte a una famiglia molto ricca la cui apparente vita perfetta viene di colpo rotta dalla sparizione del figlio. Una situazione di partenza poco originale ma che funziona.
La tensione della serie viene costruita gradualmente: si hanno dei sospetti, ma le indagini non procedono immediatamente. Il che è verosimile: bisogna pazientare un pochino per entrare nel vivo della questione. Per questo motivo, entrano in gioco delle tematiche secondarie molto interessanti - quali la maternità e le dinamiche matrimoniali e familiari - che rivelano degli aspetti caratteriali dei personaggi che torneranno utili nella risoluzione del caso.
Per esempio, vengono esplorati i rapporti di Marissa e Peter e di Jenny e del marito, che sono piuttosto simili. In entrambe le coppie, la madre è la principale figura che si prende cura dei figli, dovendo incastrare gli impegni lavorativi con la giornata dei bambini. I padri non hanno un ruolo attivo, o meglio, lo evitano cercando di scaricare le responsabilità sulle mogli, dando loro la colpa se succede qualcosa fuori dal previsto. È il caso di Peter, che incolpa Marissa di non aver controllato il numero falso da cui ha ricevuto i messaggi di Jenny. Il risultato è la creazione di due personaggi maschili che risultano fastidiosi, narcisisti, irresponsabili ed egoisti. In una tale circostanza, vedere Jenny e Marissa, che invece di mettersi l’una contro l’altra come ci si potrebbe aspettare, diventano amiche e alleate, è bello e inusuale. Proprio perché si capiscono a vicenda, le due donne legano sapendo quanto sia difficile essere madri senza l’aiuto concreto di un partner.
Un’altra dinamica relazionale coinvolgente è quella riguardante Peter, Lia - sua sorella - e Brian - suo fratello. Fin da subito, Peter presenta dei comportamenti problematici nel suo rapporto con i fratelli: lui ha bisogno di sentirsi importante per le persone che lo circondano; il problema è che mette al centro delle relazioni i suoi bisogni narcisistici di sentirsi indispensabile, creando quindi una sorta di dipendenza tra sé e i fratelli.

Sono proprio le relazioni tra i personaggi a risultare sorprendenti per il pubblico e fondamentali per la risoluzione del caso. Se, dunque, la prima parte della serie stabilisce la problematica, ovvero la sparizione di Milo, e le basi per inquadrare i personaggi, la seconda parte invece prende una piega molto più dinamica, con dei plot twist che complicano la vicenda.
Un altro punto di forza della serie è il cast, con attori di alto livello alla pari dell’interpretazione di Sarah Snook, la protagonista, già conosciuta nella serie Succession. L’attrice riesce a mostrare la graduale preoccupazione e il senso di smarrimento, ma al contempo la caparbietà di una madre che si trova in una situazione da incubo, circondata da una famiglia che, anziché aiutarla, le crea altri problemi. Lo stesso vale per Dakota Fanning, che, sebbene sia un personaggio secondario, riesce a trasmettere in maniera equilibrata il senso di colpa di Jenny e la comprensione nei confronti di Marissa. Altrettanto bravi sono Jake Lacy (già visto nella prima stagione di The White Lotus), che interpreta Peter, dando vita a un personaggio estremamente problematico, e Michael Peña, che veste i panni del detective che segue il caso ed è l’unico personaggio maschile che si salva.
La serie dunque merita di essere vista, proprio perché è un ottimo thriller ricco di intrecci e segreti familiari che vengono a galla e per la capacità di dissezionare le identità dei personaggi centrali.