Olimpiadi: il diritto di sapere
I numeri reali che emergono dal rapporto di Open Olympics
Lo critica rivolta alla modalità di approccio all’evento olimpico, modalità ormai sfociata in un’orgia mediatica di articoli ed interviste esaltanti l’evento, non è stata solo quella espressa nelle manifestazioni e nei dibattiti, come avvenuto in particolare a Cortina d’Ampezzo. Molto importanti sono stati i tanti “cammini” di studenti e cittadini sfociati in confronti diretti con le popolazioni. Parliamo dei cammini alternativi, svoltisi con diverse modalità, sempre tesi a cercare incontri, raccogliere riflessioni, pareri e a dialogare sulle tante questioni aperte nelle montagne che ospiteranno gli eventi olimpici e nella città di Milano.
L’informazione è stata anche aiutata da alcune pubblicazioni, da mensili e libri; in tutte le valli e nella città di Milano sono stati attivi dei comitati; vi sono stati incontri con il mondo dei media, nazionale e internazionale,un mondo almeno in parte attento e disponibile al racconto alternativo. Per Torino 2006 non c’era stato tanto fervore.
Questo diffuso movimento ha raccolto i valori, i metodi di azione anticipati da Alexander Langer, il politico della profondità, della lentezza, della dolcezza in opposizione al messaggio del motto olimpico: citius, altius, fortius, sempre più veloci, più in alto, più forti. Lentius, profundius, suavius le tre parole chiave di Langer, lontane da un traguardo, senza l’ossessione del cronometro, ma forti nel sostenere coesione e comunità.

Li abbiamo seguiti i protagonisti di questi percorsi. Alcuni sono saliti da Milano a Cortina in bicicletta nel 2024, altri hanno documentato, filmando luoghi, raccogliendo interviste nelle località delle olimpiadinel corso del 2025, altri ancora partendo da Milano per raggiungere Cortina muniti di cineprese dal 2023 al 2025, e c’è stato persino chi con gli sci di fondo è partito da Cortina per arrivare a San Candido e poi Anterselva nel 2023.
Non dimentichiamo poi il valore del giornalismo d’inchiesta: Report, Porta a Porta, Far West, con giornalisti, che, quando è stato loro permesso, hanno incontrato i gruppi dirigenziali e istituzionali, ma si è anche documentato lo sfuggire di tanti presidenti e commissari (Attilio Fontana, Fabio Massimo Saldini, Giovanni Malagò, l’insofferente Luca Zaia, l’irridente e sguaiato vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, l’incompetente ministro allo Sport Andrea Abodi).
Nel mese di dicembre cittadini e comitati (“Errando per antiche vie”) hanno camminato con leggerezza da Cortina fino a Milano per 250 chilometri. C’è stato chi dapprima, fin dal 2023, ha organizato una staffetta di incontri istituzionali - vedasi Libera e associazioni ambientaliste - con tappa a Verona, Belluno, Cortina, Anterselva, Bormio, Cavalese, per arrivare in una piazza Duomo gremita ad ascoltare il presidente di Libera don Luigi Ciotti il 21 marzo 2023. Altre iniziative si svolgeranno da gennaio 2026 fino a tutto febbraio.
Dopo il ritiro delle associazioni ambientaliste nazionali dall’inutile tavolo di confronto con la Fondazione Milano-Cortina, avvenuto il 13 settembre 2023, si è intrapreso un nuovo cammino concreto, sostenuto dal lavoro di Libera e del Gruppo Abele assieme a comitati locali e alle associazioni ambientaliste nazionali, compreso il CAI nazionale e le relative delegazioni regionali. Unica assente, segnale emblematico del grigio periodo che sta vivendo, la SAT del Trentino.
Il lavoro svolto da Open Olympics (da ora in poi O.O.) è un traguardo raggiunto dopo un severo confronto tenutosi nel luglio 2024 con Simico, la società pubblica che ha il compito di realizzare le opere previste. Questo ultimo percorso al momento si è concluso con la pubblicazione da parte del Gruppo Abele del Terzo Rapporto di O.O. Un risultato del quale Simico ha rivendicato tutti i meriti, mentre invece si tratta di un lavoro sollecitato e voluto dalle associazion e che purtroppo ancora oggi presenta dati inadeguati perché carenti di una componente essenziale, quella relativa alla sostenibilità delle opere e all’analisi ambientale.
Il Rapporto è comunque un’importante fonte di informazioni con dati e numeri che fotografano lo stato di avanzamento delle opere dell’ormai prossimo evento olimpico. Vi sono documentati, per le 98 strutture, i costi, lo stato di progettazione e quello di realizzazione. Da esso emerge come troppe opere siano ancora incompiute. Solo 16 sono realmente concluse, 51 sono in esecuzione, 3 sono in fase di gara e 28 – incredibile a credersi - sono ancora in stato di progettazione.

La distribuzione territoriale prevede 29 opere in Lombardia, 30 opere in Trentino, 14 in Alto Adige e 25 in Veneto.
Delle 98 opere soltanto 31 sono state definite “essenziali”, mentre ben 67 sono state definite di “legacy”. Le opere essenziali rappresentano quindi solo il 13% della spesa complessiva investita dai decreti nazionali e enti regionali; gli interventi stradali e ferroviari sono 45 e coprono l’87% della spesa. Si può affermare che le 67 opere dichiarate di “legacy” non siano effettivamente attribuibili a tale categoria perché prive di un impegno teso a chiarirne la sostenibilità e l’utilità nel medio-lungo periodo. Queste sono anche le opere che incidono maggiormente sull’aumento dei costi.
Veneto e Lombardia raccolgono il 73 % delle opere con lavori posticipati; ciascuna delle due Regioni supera impegni di spesa di 1,5 miliardi di euro; il 57% di questi lavori saranno conclusi dopo l’evento.
Ma è bene dirlo, per ciascuna opera si conoscono i costi in modo parziale e non l’ente che tali costi sostiene. Sono fondi di Comuni, Province, Regioni o dello Stato? Lo sapremo, forse, nel prossimo anno.
Un altro dato significativo è che solo di 42 opere si conosce la data di fine lavori, per le altre non c’è certezza documentata.
Le incompiute
Risulta incredibile constatare che la maggior parte delle opere, sia quelle previste fin dal dossier di candidatura, sia quelle poi inserite nel Decreto Draghi del 22 settembre 2022, non sarà conclusa per tempo e alcune di queste non hanno ancora terminato il loro iter progettuale. Parliamo della circonvallazione di Cortina 2° e 3° lotto, della circonvallazione di Longarone, della circonvallazione di Vercurago (LE). Opere costosissime, che insieme superano la cifra di 1,3 miliardi di euro. Solo 42 opere sulle 98 previste hanno una data di fine lavori collocata prima delle olimpiadi, il 57% sarà quindi completato dopo l’evento. Ma attenzione, per diverse di queste opere, anche sportive, si dovranno riprendere lavori importanti: avverrà per il cantiere della pista di bob a Cortina, della cabinovia di Socrepes, dei trampolini a Predazzo, del centro di fondo a Tesero, dell’arena del biathlon ad Anterselva, delle piste e parcheggi a Livigno come a Bormio, dello stadio del ghiaccio a Baselga di Piné. Altre saranno smantellate o riconvertite in funzioni diverse: è il caso del villaggio olimpico di Cortina, dello stadio del ghiaccio di Santa Giulia a Milano, del villaggio olimpico di Milano, delle arene di pattinaggio a Rho (MI).

Al momento dai documenti ufficiali risulta un aumento dei costi di 157 milioni di euro, pari a un + 4,6% diffuso in media su 34 opere. Aumenti che riguardano soprattutto la variante di Longarone (+ 43 milioni) e la circonvallazione di Perca in provincia di Bolzano (+ 31 milioni). Documenti ufficiali a parte, calcoli stimati, ma molto realistici prevedono che il conto finale di queste olimpiadi passerà da una spesa prvista di 3,5 miliardi a 5 !
Come detto, sul tema dell’ambiente e dei subappalti non si è riusciti ad avere informazioni. Il Rapporto O.O. su questi aspetti denuncia le opacità e le mancanze nei confronti del diritto di cittadinanza e informazione. Per il 64% delle opere non è stata svolta la necessaria Valutazione d’impatto ambientale. E anche quando la si è fatta non si è presa in considerazione l’opzione zero (pensiamo alle opere inutili: bob, villaggio di Cortina, cabinovia di Socrepes, bacino di Livigno). Alle associazioni ambientaliste non è stata data la possibilità di avanzare osservazioni a causa della ristrettezza dei tempi imposti per le valutazioni dei progetti da parte delle gestioni commissariali e delle conferenze dei servizi regionali. Impensabile per dei volontari valutare progetti tanto complessi in soli 30 giorni dal termine dell'istruttoria.
Non sono state fornite informazioni sulle emissioni di CO2 delle varie opere, impedendo così una quantificazione dell’impatto climatico complessivo a seguito della loro realizzazione. La stima sostenuta da Simico nel 2024 porta un dato totale approssimativo di circa un milione di tonnellate di CO2, un effetto importante, pari al trasporto di tutti gli abitanti di Milano su un volo aereo andata e ritorno Roma-New York. A consuntivo i dati delle Olimpiadi di Parigi del 2024, danno una cifra compresa fra 1,6 e 2,1 milioni di tonnellate, mentre quelli delle Olimpiadi invernali cinesi di Pyeong Chang del 2018, forniscono la cifra di 1,56 milioni di tonnellate.

Nel Report non si è riusciti ad avere informazioni sui subappalti, un tema delicato che riguarda in modo particolare il controllo su aziende che abbiano collegamenti con ambienti malavitosi, informazioni necessarie per portare chiarezza sul tema della sicurezza. Si sa solo che le ditte aggiudicatarie dei lavori sono 101 e si presume siano stati affidati almeno 516 appalti. Su questo tema le Commissioni Antimafia e Olimpiadi del Comune di Milano hanno fornito una spinta positiva importante. Ma la campagna non è riuscita a fornire dati esaustivi inseriti in un'unica piattaforma. Ci sono i dati Simico, ma sono totalmente assenti quelli di ANAS o degli interventi di enti locali, Regioni, Province, Comuni.
Ad esempio, alla richiesta di accesso civico agli atti la Regione Lombardia ha risposto, mentre il Comune di Milano dapprima ha negato le informazioni e in seguito ha differito a data imprecisata i dati. Trentino, Alto Adige e Veneto non si sono nemmeno degnati di rispondere.
Fra omissioni e fronti aperti
Ci si chiede se sia possibile nel 2025 dover affrontare un conflitto tanto complesso e severo fra i diritti del cittadino e le istituzioni per riuscire a sapere quanto costino le opere pubbliche previste, come e da chi siano state appaltate, chi siano gli assegnatori e quali gli eventuali subappaltatori.
Certo, i ritardi delle opere olimpiche, individuate fin dal 2020 se non prima, sono già per questo uno scandalo. Ritardi mai dovuti alla burocrazia: tutte le opere sono commissariate. Ritardi non dovuti all’ambientalismo (se si esclude il bacino per l’innevamento artificiale di Anterselva).
Con la giustificazione dei commissariamenti delle opere, l’insieme delle stesse non è stato sottoposto a VAS (Valutazione ambientale strategica), di per sé si tratta quindi di infrastrutture che potrebbero risultare formalmente illegali e che forse violano le direttive europee e le leggi nazionali. Le procedure di VIA, Valutazione d’impatto ambientale, quando affrontate, hanno ottenuto percorsi facilitati, ridotti in Conferenze dei servizi, per niente pubblicizzate. Si sono ottenute autorizzazioni discutibili, con prescrizioni che nessuno valuterà, ricche di deroghe. Si sono umiliate le Soprintendenze, gli uffici preposti alla sicurezza idrogeologica e geologica. Ovunque ha prevalso l’imperio della decisione politica. Malgrado tutti i presunti “muri burocratici” siano stati abbattuti con irrisoria facilità i ritardi si sono accumulati.
Anche i costi reali riportati da O.O. presentano inadeguatezze che andrebbero chiarite da Simico e dagli organizzatori. Non si hanno informazioni di dettaglio riguardo i costi e i deficit accumulati dalla Fondazione Milano-Cortina 2026. Simico, in quanto società pubblica, non mette naso in un ente considerato per legge, grazie al decreto Meloni del giugno 2025, un ente privato. Il tema è stato portato dalla magistratura milanese all’attenzione della Corte Costituzionale. Certo è che i fondi stanziati nel corso del 2025 in parte sono stati stralciati dal fondo per le vittime di mafia e usura e per gli orfani di femminicidio, per un totale di 43 milioni di euro.

A tutt'oggi non si sa come vengano spesi i 328 milioni assegnati al Commissario straordinario alle Paralimpiadi (la cifra base del costo per l’evento era stabilita in 71,5 milioni). Il 16 dicembre il Commissario Giuseppe Fasiol avrebbe dovuto rendere pubblica al Ministero dello Sport la relazione sul suo operato. Non se ne sa nulla, come poco e nulla si sa sulle effettive competenze di questo commissario, il suo ambito di intervento, come operi e come spenda.
Nonostante tutta la retorica che si fa sui temi dell’accessibilità delle strutture pubbliche per le persone disabili, il fondo di 552 milioni di euro del 2024 è stato ridotto a meno di 232 a partire dal 2025. Uno scenario preoccupante, denuncia O.O.
Inevitabile a questo punto chiedersi come stiano spendendo i soldi dei citttadini i Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato perché in ogni caso, sia facendo riferimento a Simico, ma anche alla Fondazione Milano-Cortina, i fondi spesi sono in gran parte denaro pubblico.
Oggi sulle olimpiadi invernali italiane sono puntati gli occhi critici della stampa internazionale. In particolare un grande interesse verso il lavoro svolto dai comitati e dalle associazioni si riscontra in Francia, paese che ospiterà le prossime Olimpiadi invernali nel 2030.