Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Pecore, lupi e recinti

Per ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, la presidente Ivana Sandri

Gregge di pecore predato perché il recinto elettrificato non funzionava. Oltre 50 pecore allevate per la produzione della lana predate dai lupi, perché il recinto di protezione non funzionava.

È accaduto a Comano Treme, in una zona in cui la presenza di lupi è nota e in cui l’allevamento deve accompagnarsi a modalità di protezione certe: questione che fortunatamente non grava sugli allevatori, in quanto esse vengono totalmente finanziate dalla Provincia, mentre all’imprenditore rimane l’impegno di mantenerle in efficienza, così da garantire una adeguata tutela degli animali. Siamo i primi a dispiacerci per l’accaduto, anche perché non si trattava di animali da macello, in quanto erano allevate per la produzione di lana. Forse un unicum, perché le pecore che vengono allevate in Trentino hanno di solito come unica fine il macello. Ma nonostante ciò, per comprendere quanto accaduto è necessario rifarsi ai controlli del Corpo forestale provinciale, che ha verificato che il recinto non era funzionante. E alla reazione inutilmente rabbiosa del primo cittadino rispondono senza smentita le dichiarazioni inequivocabili della Provincia. Il Servizio Faunistico richiama l’attenzione sulla necessità di garantire nel tempo la piena funzionalità delle opere di prevenzione. La presenza e la continuità della corrente negli elettrificatori, insieme alla verifica delle condizioni delle recinzioni, incidono sull’efficacia degli strumenti di difesa. Invece che reagire alzando la voce, il primo cittadino dovrebbe ricordarsi del suo dovere come garante degli animali presenti sul suo territorio: “tutti” gli animali, non solo quelli che secondo lui lo meritano. Glielo diciamo con cognizione di causa, perché fin quasi al 1980 era un dovere cui abbiamo fatto fronte noi dell’ENPA: un dovere che gli imporrebbe di affiancare questi allevatori anche con il supporto necessario a gestire adeguatamente il funzionamento delle attrezzature che – se, per l’appunto, adeguatamente manutenute e affiancate ad altri sistemi di prevenzione – garantiscono l’azzeramento del rischio, o almeno una forte limitazione dei danni. Inoltre ricordiamo al primo cittadino, e assieme a lui a tutti i sindaci del Trentino, che loro dovere istituzionale è la tutela anche degli animali liberi (quindi anche dei selvatici) presenti sul loro territorio di competenza. E la migliore tutela è quella di proteggere adeguatamente gli animali d’allevamento, cosicché i lupi e gli altri grandi carnivori si rivolgano alle prede selvatiche, fra cui i cinghiali, comportando, inoltre, un forte beneficio ai coltivatori, che spesso si trovano a veder compromesso l’intero raccolto a causa dei danni prodotti da una specie che sembrerebbe essere stata immessa a scopo venatorio, e che oggi si sta rivelando una delle peggiori catastrofi per le colture.

Un’azione, quella di contenimento dei cinghiali da parte dei lupi, che comporterebbe una gestione naturale delle dinamiche delle specie e uno sgravio economico per le finanze della stessa Provincia, che ha dovuto anche quest’anno prevedere nuove misure d’indennizzo, con una delibera con cui ha facilitato l'accesso ai rimborsi per sostenere gli agricoltori, coprendo fino al 90% del danno accertato e abbassando la soglia minima di spesa a 500 euro.

Commenti (0)

Nessun commento.

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire altre verifiche e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.