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Lettera aperta al direttore di RAI 3 Trentino

Ivana Sandri, ENPA del Trentino. Sezione di Rovereto

Egregio direttore, esprimiamo il nostro disappunto sul video trasmesso dall’emittente locale della RAI domenica 6 settembre, in occasione dell’apertura ufficiale della caccia in Trentino e sullo spazio ingiustificato riservato all’esercizio venatorio. “La RAI - Radiotelevisione Italiana, è la società concessionaria in esclusiva del Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale. Ciò significa che deve garantire, quale servizio di interesse generale, il raggiungimento di obiettivi di pubblica utilità: un'informazione completa e imparziale” (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

Non riusciamo a comprendere, e chiediamo di spiegarlo a noi e a tutti i cittadini, quali siano gli obiettivi di pubblica utilità, la completezza e l’imparzialità di un video che ha dato spazio ad una sola e unica voce, quella dei cacciatori. Che non ha portato alcuna voce a tutela degli animali e dell’ambiente – e delle persone che per mesi si vedranno espropriate del diritto di godere in serenità e sicurezza le passeggiate per ricaricarsi nel verde, l’ascolto piacevole dei suoni naturali, dovendo temere di essere colpiti dai proiettili fin dentro i propri giardini - ma ha realizzato una confezione accattivante per un’attività aborrita dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che ha come finalità peculiare l’uccisione di esseri senzienti inermi.

Un’attività che è inammissibile chiamare “sport”, perché la affiancherebbe ad onorevoli esercizi i cui cultori mettono sé stessi alla prova, con regole stringenti per non ledere gli eventuali contendenti.

Lo spirito documentaristico è uscito a volo d’uccello (non ancora impallinato) fuori dalla finestra della vostra redazione, perché il servizio non trattava di una iniziativa benemerita, moralmente ineccepibile e con valore sociale indiscusso, quali ad esempio le attività benefiche, l’arte, la storia, lo sport: quello vero, quello che ci pone gli uni verso gli altri in maniera rispettosa, che si basa sul dovere di non danneggiare i contendenti, anzi di aiutarli e sostenerli, come ci ricordano Luz Long e Jesse Owens, oppure Paolo Di Canio, oppure ancora Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim. Lo spot pubblicitario sulla caccia trattava, invece, di condotte umane che comportano l’uccisione di esseri senzienti a puro fine di diporto, passatempo, divertimento.

È sempre utile ricordare che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, quindi chi ammazza i selvatici, oltre a compiere azioni di estrema violenza contro esseri senzienti, depaupera tutti i cittadini di un valore inestimabile su cui nessuno dovrebbe poter stendere le mani per ghermirlo e trucidarlo.

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