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Trento è uno schifo: approfittiamone!

«Armi, droga e immigrazione clandestina hanno cambiato un luogo che era magico». «Gli stranieri hanno preso il controllo di intere zone della città». «Aree flagellate da continue risse tra stranieri». «Ecco qui siringhe, sporcizia, materassi sotto il ponte e un boschetto degli orrori». Queste le parole. E, in sequenza, uno dopo l'altro, i video di persone che si picchiano, che lanciano tavolini o che escono da un tombino. Pare Ciudad Juarez, una delle città simbolo della criminalità e dell'insicurezza. Pare una Gotham City dei film di Batman, ostaggio di pericolosi fuorilegge. Invece è Trento”. Così L'Adige.

Tutto questo si è visto e sentito la sera del 16 aprile alla trasmissione di Rete4 “Fuori dal coro”, Immagini e parole ulteriormente rinvigorite da un angosciante commento musicale. Troppo perfino per Maurizio Fugatti: "Seppur vi sono delle zone critiche, il degrado è stato enfatizzato". Ma per altri del centro-destra il servizio è stata una ciliegina sulla torta elettorale.

A cominciare dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Demattè, che scrive: “È fin troppo evidente l'abisso nel quale siamo sprofondati con il centrosinistra”. Quanto al sindaco di Trento, “muova il culo e venga con il sottoscritto a vedere un po’ di miserie che stanno sconvolgendo la nostra città. Troppo facile farsi solo via Taramelli-via Belenzani in bici”. Sulla stessa linea altri due candidati meloniani al voto cittadino. Giuseppe Urbani: “La politica del buonismo è fallita. Ora ci vuole la politica del sostegno e vicinanza all'azione delle forze dell'ordine e ai loro vertici... Dobbiamo dare l'idea che non c'è più spazio e tolleranza per chi vuol vivere fuori dalle regole dettate dalla Legge”. E Alex Voyat (marito di Francesca Gerosa), che, addebitando la responsabilità del degrado alla sinistra (“Stiamo pagando il lassismo e il perbenismo del centro sinistra”), indica anche la strada per risolvare il problema: “Riprendiamoci la città. È il momento di cambiare il futuro della nostra città e Ilaria Goio è l'unica vera alternativa valida per riportare Trento dove merita”.

E siccome “piatto ricco mi ci ficco”, ecco spuntare anche il coordinatore regionale di CasaPound, che è naturalmente d'accordo coi suoi camerati “moderati”, ma aggiunge un tocco in più: "Le immagini che abbiamo visto con la rivolta di alcuni immigrati ospiti della struttura (Casa Fersina, n.d.r.) dimostrano che la misura è colma. Per noi non ci deve essere né accoglienza diffusa né accentrata, ma emigrazione totale e senza compromessi di tutti gli immigrati irregolari presenti sul nostro territorio, incentivando altresì il rimpatrio volontario verso i paesi d'origine per i discendenti d'immigrati nati in Europa. Vogliamo incentivare un discorso identitario che metta al centro il concetto: un popolo, una terra". Concetto che non a caso riprende l'hitleriano “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”.

Se il dibattito sulla questione fosse affrontato in buona fede, basterebbe obiettare anzitutto che da qualche anno le politiche migratorie sono governate da un governo di destra, che ha fatto di tutto secondo la propria visione. Ha ostacolato il lavoro di soccorso delle Ong, lasciando annegare centinaia di migranti o lasciandoli finire nelle mani dei torturatori libici, e di converso rimpatriando amorevolmente chi di quei misfatti è fra i principali responsabili. Non è riuscito a praticare quella politica dei rimpatri che dall'opposizione agitava come importante strumento per limitare la presenza di migranti in Italia. E per finire da lui dipende l'utilizzo delle forze dell'ordine, che secondo qualcuno dovrebbero presidiare ogni piazza del Paese.

Altra responsabilità è in capo alla Provincia, che ha fatto la sua parte nell'opera di disgregazione della accoglienza diffusa, quando tutte le esperienze, dalle banlieues francesi a Rozzano, a Tor Bellamonaca, ai CPR, hanno dimostrato che ammassare fragilità e miserie in un ghetto senza prospettive produce solo problemi. Nonostante i quali Fugatti butta lì che "allargare le maglie dell’accoglienza non è una soluzione" e sta cercando un posto per costruire un Cpr a Trento.

Questo dovrebbe bastare – dicevamo - se si trattasse di un dibattito in buona fede, anziché un miserabile mezzuccio in chiave elettorale.

Leghisti ante litteram

Generalmente gli italiani sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua. Molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, antichi dialetti.. Fanno molti figli, che faticano a mantenere. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina. Si dice che siano dediti al furto, e se ostacolati, diventano violenti. I governanti hanno aperto troppo l'ingresso alla frontiera e soprattutto non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti. Si invita a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

Relazione dell'Ispettorato per l'emigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigranti italiani, ottobre 1919

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