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QT n. 2, febbraio 2021 Servizi

Il SAIT perde pezzi

Un’altra Famiglia cooperativa, quella della Piana Rotaliana, ha lasciato SAIT per aderire a DAO.

Il punto vendita di Mezzocrona della Famiglia Cooperativa Konigsberg

Nei primi giorni di gennaio, i soci della Famiglia cooperativa Konigsberg (Piana Rotaliana) sono stati raggiunti da una comunicazione che li ha informati di un’importante novità: il 22 dicembre scorso il consiglio di amministrazione della cooperativa aveva deciso di abbandonare SAIT per associarsi a DAO.

Le motivazioni di tale scelta, secondo il presidente Paolo Ghezzer, sono la conseguenza di una serie negativa di bilanci chiusi in passivo negli ultimi 4 anni e un costante calo del fatturato. Una situazione che secondo il Cda della cooperativa, che ha la sua sede principale a Mezzocorona, deriverebbe - si legge nella comunicazione - dall’insediamento di nuovi punti vendita della grande distribuzione nella confinante Mezzolombardo, ma anche, ammette il presidente Ghezzer, “dalla difficoltà da parte nostra di contrastare la concorrenza attraverso un’adeguata politica di sviluppo commerciale... Ma oggi - rilancia il presidente - possiamo dire di avere individuato un percorso tutto nuovo che permetterà alla famiglia cooperativa di rinnovarsi e di avere una prospettiva futura”.

La nuova prospettiva sarebbe appunto rappresentata dal cambio del fornitore: dallo storico SAIT a DAO, che gestisce le insegne CONAD ed EUROSPIN.

La famiglia cooperativa (FC) Konigsberg è il recente risultato di una serie di fusioni: una decina di anni fa la FC di Pressano (frazione di Lavis) si era unita con la consorella di Mezzolombardo nel tentativo di rinsanguarla, visto che da tempo quest’ultima non riusciva più a sostenere la concorrenza con il vivace tessuto commerciale della borgata.

Nel 2016, il salto successivo: la FC di Mezzolombardo e Pressano si unisce con la più potente famcoop di Mezzocorona; nasce così FC Konigsberg: una cinquantina di dipendenti distribuiti nei negozi di Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele all’Adige, Faedo, Sorni e Giovo, con un patrimonio netto di circa due milioni e mezzo di euro. Il nome della nuova società è mutuato da quello della relativa Comunità di Valle, appunto Rotaliana-Konigsberg. La FC di Roverè della Luna (che territorialmente farebbe parte della stessa comunità di valle) è rimasta invece indipendente, ma a causa dei conti in rosso, dal 2019 è guidata da un commissario che ha sostituito il consiglio di amministrazione ritenuto non più in grado di tenere la rotta. La FC Konigsberg dispone di un grande e rinnovato (anche con bar) punto vendita a Mezzocorona e sempre in quel paese di un grande emporio agricolo, di un punto di vendita alimentare a Pressano ed anche qui con un importante emporio agricolo, così come a Verla di Giovo.

Nonostante accorpamenti e fusioni, la situazione dei bilanci è rimasta comunque e ripetutamente negativa; il fatturato piange, i dati presenti sul sito della Cooperazione Trentina dimostrano che in pochi anni, dal massimo storico di circa 14 milioni di euro raggiunto qualche anno fa, il giro di affari è via via sceso fino a poco più di dieci milioni e mezzo nel 2019. Sempre nel 2019 è stato anche chiuso il punto vendita di Mezzolombardo, evidentemente considerata una delle palle al piede della nuova compagine. Ma pochi mesi dopo, i locali di Mezzolombardo abbandonati dalla FC sono stati occupati da NaturaSì, la nota catena alimentare di prodotti biologici alimentari ma non solo, che nella borgata aveva uno storico punto di riferimento in un più modesto e periferico punto vendita. Poco prima anche il piccolo punto vendita di Sorni di Lavis, aperto con i contributi pubblici su insistenza del comune, era stato chiuso.

Come già detto, l’importante scelta di abbandonare SAIT non è stata assunta dall’assemblea dei soci ma più semplicemente discussa e approvata dal consiglio di amministrazione: da noi sentita, una dei sindaci, l’avvocata Chiara de Vescovi, conferma la legittimità del percorso seguito, dato che lo statuto di quella cooperativa affida al cda questo tipo di decisione.

Parlandone però con alcuni cooperatori (non soci della Konigsberg), emerge che il non aver sentito preventivamente il parere dei soci sul passaggio da SAIT a DAO è visto come una lesione delle tradizioni di partecipazione che caratterizzano la cooperazione. Tanto per fare un confronto, recentemente la cooperativa di consumo Vallate Solandre ha avviato la procedura per staccarsi dal SAIT e aderire a DAO (esattamente come fatto dalla FC Konigsberg), con la sostanziale differenza che nel caso di Vallate Solandre, tale scelta è stata affidata all’assemblea dei soci.

Se poi si pensa al grande dibattito, anche dai toni ruvidi, sollevato tempo fa da molti soci della Cassa rurale di Mezzocorona al momento della decisione della relativa assemblea di fondersi con la Rurale di Trento, sorprende il silenzio che ha accompagnato invece la decisione della locale famiglia cooperativa.

L’esodo

In ogni caso la FC Konigsberg non è certo la prima ad abbandonare lo storico fornitore SAIT. Circa dieci anni fa era stata quella dell’alta val di Non, la prima coop di consumo trentina a cambiare partner e poi nel tempo altre ne sono seguite: Fiavè, Spiazzo, Giudicarie, Carisolo, Pelugo, Cavedine, e fuori provincia anche quella di Cadore.

Erano gli anni in cui SAIT aveva accumulato una serie di problemi derivanti da investimenti sovradimensionati, trovandosi con un numero esagerato di dipendenti. Da alcuni anni però le cose sono cambiate, anche se questo ha provocato qualche doloroso taglio e da tempo il fatturato di SAIT ha ricominciato a crescere, anche se non sono cessate le polemiche intorno alla nomina dei vertici aziendali, del presidente in particolare.

Si diceva che la ricerca di una maggior convenienza (si parla di ricavo marginale) da parte delle famiglie cooperative, spesso assediate dalla forte concorrenza, specialmente nei fondovalle, dalla grande distribuzione “privata” ha spinto qualcuna a cercare alternative a SAIT; e a questo proposito abbiamo voluto sentire l’opinione di un esperto trentino della grande distribuzione, il quale ci ha assicurato che negli ultimi anni il divario tra quanto garantito a titolo di margine ai propri clienti (le famiglie cooperative) da SAIT e CONAD non sarebbe così evidente. Però alcuni accordi locali possono far pendere la bilancia da una parte o dall’altra: ad esempio, a Mezzocorona già da anni si è insediato un punto vendita CONAD (DAO) e ben si può immaginare che ora, con l’accordo Konigsberg-DAO, quel punto vendita entrerà nella sfera di competenza della famiglia operativa, eliminando un concorrente diretto.

Marina Mattarei

Altri fattori, non propriamente economici potrebbero però aver indotto la FC Konigsberg e Vallate Solandre a cercare accordi con DAO ed ad abbandonare SAIT. La presidente della famiglia cooperativa Vallate Solandre, Marina Mattarei, ha dichiarato che la questione SAIT-DAO non ha nulla a che vedere con la sua ostilità all’attuale dirigenza di SAIT e della Cooperazione Trentina. Restano però i fatti. Ricordiamo che la presidente delle FC solandre, dopo essere stata eletta anche presidente della Federazione delle cooperative trentine (la centrale alla quale sono associate la maggior parte delle coop) è stata sfiduciata dalla poltrona di via Segantini a causa delle continue tensioni con la maggioranza dei consiglieri eletti assieme a lei alla guida dell’importante ente. A Mezzocorona, invece, la contestata fusione con la Cassa rurale di Trento ha lasciato una scia di scontento nei confronti della Federazione delle cooperative, accusata dai “ribelli” di non essere intervenuta per correggere presunte scorrettezze nella gestione dell’assemblea che aveva approvato la fusione con Trento. A Mezzocorona ha sede “Nuovi Cooperatori”, associazione nata in contrapposizione alla Federazione proprio in seguito alla controversa assemblea di fusione delle Rurali; e ndove si è notato un certo compiacimento per la decisione di FC Konigsberg di uscire da SAIT. Insomma, a Mezzocorona si respira un clima non certo favorevole agli attuali vertici della Federazione e del SAIT, per il quale il danno economico è stimabile in circa 15 milioni se si realizzerà, assieme a Konigsberg, anche l’uscita di Vallate Solandre.

SAIT e DAO

SAIT, fatturato di quasi 290 milioni, è il consorzio della maggior parte (oltre 70) delle famiglie cooperative trentine e di alcune fuori provincia per circa 400 punti vendita; commercialmente è partner di Coop nazionale, dalla quale importa in Trentino anche alcune importanti campagne, come quella dell’attenzione alla provenienza dei prodotti (raccolta regolare dei pomodori), al packaging, a qualche prodotto del commercio equo e solidale.

DAO acronimo di Dettaglianti Alimentari Organizzati, è meno conosciuta. Dal sito ufficiale si apprende che nasce nel 1962, costituita da venti alimentaristi della città di Trento. Nel 1986, tramite la controllata Conotter s.p.a., sono stati acquistati gli uffici e il magazzino di Lavis, successivamente ampliati fino a occupare l’attuale superficie di 12.000 mq in un’area complessiva di 47.000 mq. Nel 2004 è stata stipulata un’alleanza con Conad, consorzio con cui DAO condivide valori cooperativi e obiettivi. Attualmente DAO è centro distributivo CONAD per le province di Trento, Bolzano, Verona e Vicenza, oltre ad avere nel tempo aperto spazi propri con marchio Conad (e Margherita). DAO è subentrato anche in qualche negozio di valle che alla cessazione per anzianità dei vecchi gestori non aveva trovato continuità aziendale; ma da una decina d’anni, come detto, anche diverse famiglie cooperative hanno scelto DAO come fornitore, ritenendo evidentemente che i margini commerciali a loro riconosciuti da DAO siano stati migliori. DAO nel 2019 ha fatturato 248 milioni di euro ed è una cooperativa che aderisce alla Federazione.

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