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Cultura leghista?

La Giunta Fugatti lancia i “Forum per la cultura” chiamando intellettuali rigorosamente di destra. C’è da preoccuparsi?

Pietrangelo Buttafuoco

Ci sono alcuni nomi marcati politicamente: Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore di destra; Davide Rondoni, poeta e scrittore che ostenta l’amicizia con Matteo Salvini; Edoardo Dallari, giovane (26 anni), collaboratore del ministro all’Istruzione Marco Bussetti, quello che si erge a difensore ad oltranza dei “nostri valori e delle nostre tradizioni” (leggi presepi, crocefissi, ecc). Altri sono marcati culturalmente, come Pasquale Iacobone, un monsignore specialista di arte e iconografia cristiana. Altri infine con competenze più tecniche: Corinne Baroni, direttrice del Teatro Coccia di Novara e già cimentatasi nel fundraising; Paola Fandella, docente associata alla Cattolica di Milano, che ha studiato l’economia dei beni culturali; Stefano Lombardi, avvocato e anch’egli docente, a contratto alla Cattolica, dove tiene un corso su “Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo”; infine il trentino Renato Troncon, docente associato di Estetica a Lettere.

Queste le personalità incaricate dall’assessore provinciale Mirko Bisesti di tenere cinque forum della cultura rivolti al personale dirigente dell’assessorato, nonché ai direttori degli enti culturali. Lo scopo? “Fornire stimoli di carattere tecnico-culturale” per arrivare a un Piano provinciale di politica culturale, ci dice l’assessore. “L’obiettivo è la relazione tra personalità di spicco, che vengono dall’esterno della realtà trentina, e il mondo e l’apparato della cultura locale”.

Davide Rondoni

L’iniziativa sembra rientrare nella modalità positiva di approccio ai temi della Giunta Fugatti (c’è anche quella negativa, per gli ambiti, come fauna o migranti, in cui si vuole essere solo distruttivi, e si procede sbrigativamente, accuratamente evitando qualsiasi analisi, che sarebbe solo d’impaccio). Nella modalità positiva, invece, per i temi che stanno a cuore come per esempio i rapporti con le valli, si opera attraverso operazioni ascolto (vedi gli Stati generali della montagna), cercando di sintonizzare aspettative e visione della giunta.

In questo caso invece l’operazione ascolto è un’operazione di indottrinamento? I nomi degli esperti del Forum, infatti, hanno una connotazione culturale marcatissima: leghisti, di area leghista, il monsignore... e quando hanno competenze tecniche, vengono dall’Università Cattolica.

Ora, non è pericoloso che la cultura sia indirizzata da intellettuali rigorosamente di una parte sola? Anche perché non è chiara la finalità dei forum: se si tratta di modalità organizzative della macchina provinciale, non si capisce perché la riorganizzazione sia affidata ad intellettuali; se invece i forum dovessero stabilire i contenuti della cultura espressa in provincia, saremmo di fronte a una deriva pericolosa.

La prima finalità è il contatto con le realtà esterne, il fatto che gli esperti vengano quasi tutti da fuori provincia non è per niente casuale – ci risponde Bisesti – Poi ci sono gli aspetti organizzativi, e in questo ci avvaliamo anche del contributo della Trentino School of Management: lo scopo è di rinnovare modalità di gestione che sono rimaste invariate per troppi anni”.

E sui contenuti dell’attività culturale?

Mirko Bisesti con Matteo Salvini

Gli esperti ci serviranno per definire, in una prima fase, i contenuti in linea generale”.

Questi esperti hanno una forte connotazione di destra...

Non tutti, e quelli che la hanno non sono stati scelti per questo. Poi è chiaro: io non mi vergogno di essere della Lega, e intendo fornire degli stimoli in linea con questo orientamento culturale”.

Lei parla spesso di “apertura” nella cultura...

Apertura vuol dire apertura alle diverse opportunità, indipendentemente se di destra o di sinistra”.

Cosa pensa di questo progetto l’opposizione? Lo abbiamo chiesto a Piergiorgio Cattani, che – oltre ad essere nostro redattore – è un intellettuale impegnato in molteplici associazioni culturali, già componente del Consiglio di amministrazione del Muse, presidente del gruppo politico Futura, che in Provincia, attraverso i suoi due consiglieri, conduce una battagliera di opposizione: “Quando vengono create occasioni di discussione è sempre positivo. In questo caso però molti aspetti destano perplessità. A cominciare dall’idea che occorra costituire un gruppo di ‘esperti’ per formare dipendenti provinciali e operatori del settore della cultura e non per discutere insieme percorsi di innovazione, con un maggior numero di attori coinvolti. Questi Forum sono a porte chiuse. Come mai? Chi procede agli inviti, è stato Sgarbi?

Si potrebbe anche discutere della composizione di questo board: a parte lo squilibrio di genere (7 uomini, 1 donna), sono figure di destra, della destra che ti puoi aspettare dalla Lega, cioè quella più estrema. Altre sensibilità culturali non ci sono. E poi: è positivo che ci sia un’apertura verso l’esterno, ma un minimo di conoscenza della realtà trentina (a parte il prof. Troncon) occorreva averla. Non si è capito se devono fornire spunti organizzativi oppure contenutistici o ancora - quello che temo - ideologici.

Tutto ciò ci fa capire che questi esperti sono venuti per indirizzare la cultura trentina verso una visione leghista, da Provincia ‘etica’, che cioè deve dirti che cosa è naturale, consono alle tradizioni, vicino alla religione (o meglio, al loro approccio integralista alla religione cristiana). Non mi stupirei se nella elaborazione di una linea culturale ci fossero le indicazioni per cosa programmare nei teatri cittadini, su quali mostre si possano o si debbano fare. Ricordo che la battaglia per il presepe è rivendicata come un dovere da questa giunta. Per non parlare dell’ossessione per il gender.

Io sostengo la posizione dello storico Fabrizio Rasera: più lavoro collettivo, meno salvatori della patria (Sgarbi, Zecchi, Buttafuoco…), più logica di sistema, più coinvolgimento delle piccole realtà del territorio, più libertà per i giovani trovando loro adeguati spazi”.

Dipendenze

Slot-machine

La Giunta Fugatti ha dichiarato “guerra alla droga”, e istituito un organismo ad hoc, con lo scopo di coinvolgere le scuole in una campagna di sensibilizzazione sul tema. Organismo insediato presso la presidenza della giunta e affidato a Federico Samaden, già responsabile della comunità di San Patrignano.

Vedremo gli esiti dell’iniziativa. Che però nasce trascurando proprio quelle che sono le dipendenze socialmente più gravi, ma legalizzate, e attorno a cui ruotano vortici di denaro: l’alcool e la ludopatia.

Dietro a tante tragedie familiari c’è più l’alcool che la droga; e le macchinette mangiasoldi fanno stragi dei risparmi (e spesso delle condizioni di vita) della parte più triste e sprovveduta della popolazione.

Come mai non si fanno azioni culturali in queste direzioni? Eppure, spiegare nelle scuole che chi gioca alle slot è un perfetto imbecille, non dovrebbe essere difficile.

Ad oggi abbiamo puntato l’attenzione su due aspetti, le droghe e l’educazione alimentare. Quello delle droghe è molto pesante, è grave ed in aumento la loro diffusione tra i giovanissimi – ci risponde Mirko Bisesti -. Sull’alcool non credo che troveremo ostilità. Penso che qualsiasi produttore trentino abbia a cuore la salute dei propri figli, non credo che si opporrebbe a una forte campagna sul bere responsabile. È una cosa che abbiamo in mente.

Sui giochi, invece, ringrazio per la domanda, che prendo come utile stimolo, vedrò di avere un quadro maggiormente definito”.

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