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Il grande caos

Il panorama politico a 40 giorni dalle elezioni

Lea Casal, a 18 anni appena compiuti, si era candidata per il consiglio comunale di Magrè nella lista della Svp. Era stata presentata come la candidata più giovane ed è stata eletta con il numero più alto di preferenze. Richiesta dal sindaco, aveva accettato con entusiasmo di entrare nella giunta del paese della Bassa Atesina. Ma è rimasta consigliera, perché il partito l’ha ritenuta troppo giovane e inesperta. Da notare che il partito etnico di maggioranza affida di regola le cariche di governo in base al consenso elettorale. “Dicono che ci vogliono giovani in politica e poi però mi accusano di essere troppo giovane”, osserva. “Chi mi ha votato sapeva come ero”. Nel frattempo è stata eletta presidente del Servizio Giovani della Bassa Atesina. E in quella cerchia discuteva ed elaborava proposte, che però il sindaco e la giunta non prendevano in considerazione. Negli ultimi giorni di agosto, Lea Casal ha annunciato di candidarsi per le provinciali nella lista dei Verdi.

Era entrata in politica con grande entusiasmo, sentendo la responsabilità della rappresentanza in particolare delle giovani donne, in generale dei giovani e dei problemi ambientali. I colleghi di partito le hanno fatto passare presto l’entusiasmo. Appena dopo un anno, ha scritto sui social la sua delusione. E poi, invece di abbattersi e di fare come i più, che non vanno neppure a votare, ha cercato un altro partito in cui portare avanti le sue idee.

Il 22 ottobre nelle elezioni provinciali, in un clima che sottende l’inquietudine per la guerra in corso in Europa e la crisi economica, i sudtirolesi potranno scegliere fra ben 16 partiti. Oltre a Svp, TeamK che ha anche candidati italiani), Verdi (che ha anche candidati italiani), Freiheitlichen, Süd-Tiroler Freiheit, ci sono quattro nuove liste di lingua tedesca: Enzian Südtirol, Vita (no-wax, con candidati anche italiani), JWA-Wirth Anderlan (folkloristica), e la grande sorpresa dell’estate, Südtirol mit Widmann (Svp contro Svp).

Anche i partiti italiani sono due di più. Oltre a Lega, FI, M5S, PD, FdI, le due nuove liste sono Centro Destra e La Civica (amministratori comunali che vogliono con ciò “ridurre la frammentazione”?!). Quasi o forse più di 500 candidati. Le donne dovrebbero essere almeno la metà, ma non è così neppure questa volta. La segretaria dei Freiheitlichen si è lamentata che la quota donna “ha impedito a uomini meritevoli di essere messi in lista”.

Tutti dicono di voler governare. Anche quelli, come il TeamK o il M5S che hanno fatto finora un’ottima opposizione. Perché?

La Svp non ha più la maggioranza assoluta e ora tutti si aspettano un ulteriore calo di consensi. L’alto numero di concorrenti, la scelta tradizionale della Svp di avere come partner di giunta partiti italiani con più consenso, (ma anche di stare con la maggioranza al governo nazionale), e la mobilità dell’elettorato, sono fattori che costringono a rimandare al dopo-voto le decisioni sulla composizione e perfino l’orientamento della prossima giunta. E ciò alimenta le speranze dei partiti di poter co-governare.

Il calo o la scomparsa della Svp ragionevolmente sarebbe dovuto avvenire da almeno 30 anni. La chiusura del “pacchetto” e della vertenza internazionale del 1992, che garantiva i diritti linguistici e culturali delle minoranze e le regole di convivenza, avrebbe dovuto portare alla fine del partito di raccolta etnico, aprendo al pluralismo anche nella rappresentanza politica tedesca.

Ma la Svp ha anteposto l’interesse del partito e del potere allo sforzo di rappresentare una società che è cambiata profondamente, che apprezza la convivenza e anzi sviluppa e vorrebbe sviluppare maggiormente relazioni e conoscenze, a partire dal bilinguismo. Invece la Svp ha cercato sempre di aizzare il conflitto etnico per giustificare la propria esistenza. Così, in assenza di ragioni di conflitto, è continuata l’assurdità di un partito etnico che è secondo per durata e inamovibilità solo al Vaticano. Ora il partito etnico tratta perfino con FdI, fino a ieri nemico acerrimo, e si prepara a governare insieme a loro.

Ma torniamo all’atteso calo di consensi della Svp. Ci contano i nemici interni del presidente e capolista Kompatscher, pronti a darne a lui la responsabilità. Lo prevede anche il grande sondaggio del Dolomiten, uscito il 3 di agosto. E due giorni dopo lo stesso giornale ha titolato in grande su quanto costerà – in voti - alla Svp la nuova lista di Thomas Widmann, ex assessore, fra i protagonisti dello scandalo conosciuto come “Freunde im Edelweiß” (amici nella stella alpina), e per questo espulso dalla giunta ed escluso da una ricandidatura. Südtirol mit Widmann è nata per vendetta contro l’esclusione e si pone come diretta concorrente della Svp. Secondo il Dolomiten costerà molto. Anche se non si capisce in che cosa differisca il programma di Thomas Widmann – lui, nepotista che ha favorito la privatizzazione della Sanità - da quello del suo partito di provenienza. Alcuni dei suoi candidati e candidate, imprenditori e esponenti della Svp, sono sostenuti anche dall’Associazione albergatori (HGV), che per la prima volta appoggia – grande novità – anche candidati non-Svp. In Sudtirolo le associazioni sono finanziate con denaro pubblico, ma sostengono solo la Svp. Aspettandosi di essere contraccambiate.

Lo scontento

Lea Casal

Lea Casal non è l’unica scontenta. La delusione per la distanza fra le promesse e le decisioni della politica e i problemi di un numero di persone sempre maggiore, allontanano dalle urne l’elettorato soprattutto giovanile, ma non solo. Fridays for Future non si accontenta più di strette di mano e chiacchiere, ma manda in politica i propri esponenti. Il piano provinciale per il Clima pospone le scelte al 2040, ma l’estate terribile di Bolzano, con temperature estreme e trasporti pubblici a singhiozzo, e le precipitazioni torrenziali nelle valli con danni all’agricoltura sono problemi di oggi. E nessuno ha mai aperto bocca per proporre qualche rimedio L’Alleanza delle famiglie, che riunisce numerose associazioni, denuncia la mancanza di sostegno alle famiglie con bambini, la monetizzazione e la mancanza di servizi; denuncia che più di milleduecento donne anche quest’anno hanno lasciato il lavoro o dovuto scegliere il part-time. Con le conseguenze sulla futura pensione oltre che sui progetti di vita. Chiedono scuole per l’infanzia aperte anche in estate, tempo prolungato, mense, doposcuola. Risposte concrete. Gli universitari protestano per la mancanza di abitazioni a costo abbordabile. Colpa degli affitti brevi, premiati in estate da una nuova riforma dell’IMI (Imposta Municipale Immobiliare), che li favorisce ulteriormente rispetto agli affitti normali. Ma la protesta degli studenti è rivolta anche al sistema assurdo che distribuisce gli alloggi a chi preme il tasto più in fretta anziché in base al reddito e al patrimonio.

E le soluzioni? Invece di costruire gli studentati pubblici, si dà il via libera, anche in zone pericolose per gli studenti, a quelli privati, senza stabilire un tetto decente al costo e permettendo che fra vent’anni se ne cambi la destinazione d’uso. La politica urbanistica provinciale – e a Bolzano anche comunale - sembra fatta direttamente dagli speculatori. Dalla Sanità non ci si aspetta più niente, ma non si tratta di Kompatscher o Widmann, entrambi hanno favorito la privatizzazione e sterminato la sanità di prossimità. Anche se il primo ha promesso di cambiare.

I soldi sono andati alle funivie private, all’aeroporto, dilapidati in convenzioni con cliniche private, sprecati in opere inutili per le Olimpiadi invernali, respingendo l’offerta di Innsbruck che farebbe risparmiare moltissimo. L’Europa Region Tirol, passione di Kompatscher, non serve a copiare le buone pratiche, né per condividere le Facoltà di Medicina.

Qui i biglietti per i trasporti dei turisti sono pagati dai pendolari, si ignorano le facoltà di Innsbruck e Trento. Si regalano pezzi di Dolomiti ai compagni di partito. Non si pretende dall’azienda energetica, creata con denaro e proprietà pubbliche, e che si è arricchita con la crisi energetica, che faccia una politica dei prezzi migliore per le persone a reddito fisso e per i pensionati. Non si fa nulla per limitare l’erosione dei redditi causata da un’inflazione che è la più alta d’Italia.

La Svp, compreso il presidente Kompatscher, capolista, aspettano di leggere i risultati il 23 ottobre, per “scegliere” i loro partner di governo. Il partito etnico governerà con FdI, un partito che non ha mai preso le distanze dal fascismo? Un partito che si propone come cattolico – sia pure nella sua forma conservatrice e perfino reazionaria – si coalizzerà con una forza che affronta in modo razzista la questione della migrazione? E che ha sempre osteggiato l’Autonomia?

Concludiamo con una notizia che riguarda una provincia in cui quasi tutta l’informazione è in mano a un unico magnate, che si è appena mangiato anche VB33, la Tv privata più vista.

Tre giovani filmmaker hanno inventato un modulo informativo dal titolo Südtiroler Blinddates, invitando in locations sempre diverse due politici di diversi partiti o un politico e una persona di diversa opinione, a un incontro in cui si parla e si mangia. I video, iniziati in agosto, sono molto divertenti, rivolti a un pubblico giovanile, ma guardati da tutti. Clamoroso quello fra uno dei portavoce di Fridays for Future e un’esponente di Fratelli d’Italia, in cui quest’ultima cerca di convincerlo che il cambiamento climatico non esiste e si tratta di una truffa per ingenui come lui e di una montatura dovuta a non meglio specificati “interessi economici”.