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QT n. 6, giugno 2022 Seconda cover

NOT sempre peggio: si gioca con l’Anticorruzione?

Domanda\risposta PAT\ANAC: demenze o sotterfugi?

Dunque il presidente Fugatti ha pensato bene di uscire dal ginepraio NOT chiedendo un parere all’ANAC, l’Autorità anti corruzione. Accidenti, l’Anac! Possibile che il Presidente concordi con noi, che gli svarioni commessi nella gestione dell’appalto sono così macroscopici, che non è possibile che si sia trattato solo di sfortune, malocchio, eredità del passato, come ha finora cercato di far credere, oppure che non si tratti solo di leggerezze e incompetenze, ma che invece ci sia qualcosa di molto peggio, per cui si evoca la parola “corruzione”? Sì perchè, ricordiamolo, la Giunta Fugatti, tramite la commissione valutatrice da lei nominata, ha dichiarato vincitore un progetto che non ottemperava proprio, e in maniera sfacciata, quanto richiesto dal bando di gara; e per di più presentato da un’azienda fragilissima, la Guerrato spa, garantita da una finanziaria maltese, la Auriga, dalla capitalizzazione inadeguata e le referenze inconsistenti, e – questo è quanto abbiamo testé appurato, e spieghiamo nell’articolo successivo – da un’assicurazione rumena assolutamente inaffidabile, gestita da personaggi già finiti nelle inchieste per riciclaggio dei capitali della camorra. Dunque Fugatti, visto come stavano le cose, visto che la stessa Conferenza dei Servizi della Pat aveva dichiarato il progetto Guerrato inaccettabile e inemendabile, visto che la Procura della Repubblica ha messo sotto inchiesta i vertici di Guerrato e di Auriga per turbativa d’asta e falso ideologico e Auriga anche per esercizio abusivo di attività finanziaria, Fugatti dicevamo, rivolgendosi all’Anticorruzione ha – finalmente! - iniziato a sentire anche lui odore di bruciato?

Nulla di tutto questo: Fugatti ha interpellato l’ANAC non come autorità preposta alla prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, ma come ente che fornisce assistenza e consulenza negli appalti pubblici. Insomma, la giunta ha chiesto: adesso, cosa dobbiamo fare? Una dimostrazione di umiltà, di impotenza, senz’altro, forse anche una scelta per guadagnare tempo o più probabilmente un modo per fare dire ad altri quello che lui non poteva dire, che cioè bisogna rompere i rapporti con Guerrato, naturalmente senza appurare le responsabilità di chi la Guerrato l’aveva fortissimamente voluta. Rompere quindi, ma come? Senza andare incontro ad ulteriori contenziosi, e soprattutto senza scoperchiare il ribollente pentolone delle responsabilità. Come si fa? All’ANAC l’ardua sentenza.

Un espediente, l’ennesimo. Che di fatto si è risolto in un mezzo boomerang perché la risposta è arrivata con molta rapidità e si è risolta in una robusta bacchettata. L’ANAC infatti ha evidenziato che tra i suoi compiti rientra sì quello di fornire assistenza e consulenza negli appalti, ma il tutto deve avvenire nelle fasi di preparazione e svolgimento della gara e non ad appalto concluso e con un vincitore già selezionato. Una figuraccia insomma, l’ennesima; in Provincia non c’era qualcuno che poteva fare presente questa cosa?

Poi ANAC ha voluto, bontà sua, mitigare la durezza della risposta e “in spirito di collaborazione” ha comunque dato il suo parere sul come uscire dall’impasse. Parere che recita: se l’impresa dichiarata promotrice (la Guerrato dunque) non accetta di apportare le modifiche migliorative del progetto richieste dalla stazione appaltante (la PAT), questa deve rivolgersi all’impresa seconda classificata (la Pizzarotti) e chiedere ad essa di eseguire il progetto della promotrice modificandolo secondo le migliorie richieste.

E qui casca l’asino. Perchè la risposta, ci perdonino i professionisti dell’ANAC, è perlomeno balzana. Infatti le “modifiche progettuali necessarie ai fini dell’approvazione” che richiede l’ANAC, erano in effetti state richieste dalla PAT, e la Guerrato aveva cercato di attuarle, ma il progetto era così sgangherato, tirato all’osso, che anche modificato non rispondeva alle richieste, ed era quindi stato sonoramente bocciato dalla Conferenza dei Servizi. A questo punto appare fuori dal mondo che, una volta annullata la delibera che dichiarava Guerrato promotore, si chieda alla ditta arrivata seconda, la Pizzarotti spa – peraltro incazzata perchè riteneva e ritiene di aver presentato un progetto con tutte le carte in regola - di realizzare il progetto di Guerrato che la stessa PAT ha definito impresentabile e immodificabile.

E allora?

Naturalmente diverso sarebbe il caso se stessimo parlando di un progetto degnamente vincitore, ma che poi il promotore, per motivi suoi, non si sente più di realizzare o modificare con migliorie secondarie.

Ora, siccome diamo per scontato che in ANAC non si siano bevuti il cervello, vi è un solo modo per giustificare un risposta assurda: che il vulnus sia nella domanda. Che la Pat, con l’ANAC, non abbia correttamente messo tutte le carte in tavola, non abbia dato tutte le informazioni.

Per dirimere questo punto abbiamo più volte chiesto ufficialmente a Fugatti il testo della richiesta di consulenza ad ANAC. Finora ci è stato opposto il silenzio. Noi continueremo a chiedere, anche ad ANAC, questo testo. Perchè sarebbe gravissimo se si volesse secretare un semplice quesito. Come d’altra parte sarebbe gravissimo se si fosse infinocchiata l’Anticorruzione fornendo informazioni fuorvianti.

Fugatti, prego, vuole chiarire?

Comunque anche questa vicenda ci sembra confermare il punto di fondo: ancora una volta la PAT alza una cortina fumogena per eludere l’interrogativo di base, come è stato possibile avallare la scelta del progetto Guerrato. Perché alla fine sempre lì si torna.

Nell’articolo che segue, si possono trovare ulteriori indizi sull’ambito politico-affaristico retrostante a questo indegno pasticcio.