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QT n. 6, giugno 2020 Trentagiorni

Mondiali di sci: il vero motivo del rinvio

La colpa non è del Covid-19 ma forse delle infrastrutture che sono ancora lontane dall'essere completate

La Federazione Italiana Sport Invernali e la Regione Veneto stanno premendo per rinviare al 2022 i mondiali di sci alpino previsti a Cortina. La dichiarazione del trentino Angelo Dalpez, vicepresidente della FISI, non lascia dubbi: “Giusto far slittare i mondiali, ma ora bisogna evitare incroci con le Olimpiadi”.

La motivazione ufficiale di una decisione tanto clamorosa sostenuta da tutta la stampa in modo acritico sembrerebbe logica. Nessuno può prevedere cosa riserverà la pandemia nell’inverno prossimo. In caso di sospensione o annullamento dell’appuntamento per motivi di salute pubblica la FISI perderebbe 30 milioni provenienti da pubblicità e diritti televisivi, mentre Cortina verrebbe cancellata dal punto di vista mediatico. Ma c’è anche tanto di illogico. Come si faccia a non subire “incroci”, o meglio interazioni negative con le Olimpiadi invernali 2022 previste a Pechino sembra impossibile. Le Olimpiadi in Cina si terranno dal 4 al 20 febbraio, i mondiali slitterebbero quindi a marzo, con le nevi in scioglimento. Gli atleti costruiranno i loro allenamenti nel rispetto dei tempi olimpici; i mondiali, un mese dopo, troverebbero quindi atleti fuori forma e psicologicamente svuotati. La stessa ricaduta mediatica dell’evento verrebbe drasticamente ridimensionata, vista l’abissale differenza di importanza dei due appuntamenti.

La stampa italiana, tutta, non ha indagato sulle reali motivazioni della richiesta dello spostamento. A Cortina, ad 8 mesi dall’evento, c’è ben poco di pronto. L’ANAS ha appena iniziato qualche lavoro sulle diverse circonvallazioni della statale 51 di Alemagna: per completare i lavori, anche quelli necessari, serve come minimo tutta l’estate prossima. A Cortina nulla è pronto della tangenziale taglia-traffico, oltremodo impegnativa. In pratica, in quei dieci giorni di gare, per arrivare a Cortina ci si dovrebbe adeguare o a orari impossibili o a rimanere in coda per ore, correndo il rischio, una volta arrivati, di non riuscire ad attraversare l’abitato.

Ma c’è di peggio. Si sta lavorando per costruire lo stadio per il pubblico all’arrivo delle piste principali ai piedi della devastata Tofana di Mezzo. Durante i lavori il terreno ha ceduto e i micropali sono scivolati a valle vanificando mesi di impegno. Tutto da rifare. Questo è il vero motivo alla base della richiesta di rinvio. Cortina aveva ottenuto la candidatura solo perché tutte le altre località concorrenti vi avevano rinunciato. Ha corso da sola, una vittoria scontata arrivata dopo tre bocciature. Ora si tratta di vedere se il Comitato Olimpico Internazionale accetterà la proposta di accomunare nello stesso anno due appuntamenti tanto importanti. Si deciderà il primo luglio. Cortina rimane in apnea, mentre il giornalismo dorme sonni pesanti.

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