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Commissione dei 12: un gruppo di fedeli ai poteri forti

Un fortino conservatore, fortemente autoreferenziale, poco votato all'apertura dell'autonomia verso l'Europa

Erika Stefani

La ministra leghista Erika Stefani ha definito le nomine delle persone che rappresenteranno lo Stato nella Commissione dei 12. Lo ricordiamo, si tratta di una Commissione strategica per l’autonomia della Regione Trentino-Alto Adige. Le norme di attuazione che vengono emanate, non appena vengono firmate dal Presidente della Repubblica, diventano legge di valore costituzionale. Così è stato nella scorsa legislatura per la distruzione del Parco nazionale dello Stelvio come per l’abbattimento di fauna selvatica protetta (marmotte, uccellini e stambecchi) per la caccia nei parchi provinciali. Una autonomia che invece di dialogare si impone: a casa mia comando io, alla faccia delle leggi dello Stato e delle normative europee.

La ministra ha indicato Michl Ebner, ex europarlamentare della SVP per 5 legislature, nonché presidente della Camera di Commercio altotesina e padrone di Athesia e dei quotidiani trentini e altotesini; poi l’avvocata leghista Claudia Eccher, moglie dell’ex senatore Sergio Divina, Antonio Lampis della direzione generale dei musei, Filippo Maturi e Maurizio Roat - leghisti - e infine l’ex giudice della Corte dei Conti Gianfranco Postal, unica figura tecnica.

Nella Commissione le due Province avevano già nominato uomini fidati della politica della destra o da tempo legati alle strutture del potere: Franca Penasa, Meinhard Durnwalder, Carlo Vettori, Manfred Schullian, Ugo Rossi e Fabio Scalet. Uno schieramento che non lascia ben sperare: i primi obiettivi saranno le richieste di abbattimento in proprio del lupo e degli orsi, seguiranno richieste di totale autonomia in materia di giudici di pace e specialmente in materia fiscale. Trento e Bolzano devono ricercare garanzie più certe sulla difesa delle entrate proprie, anche in vista di una possibile flat tax che imporrebbe alle due Province ulteriori dolorosi tagli dei trasferimenti dallo Stato.

Dall’insieme delle nomine esce mortificato il Movimento 5 Stelle, che rappresenta ormai solo teoricamente il 32% degli elettori italiani. La Lega ha voluto, sia in Regione che a Roma, umiliare il gruppo politico con il quale condivide le sorti del governo. Ma ha voluto in modo particolare, attraverso la nomina di Ebner, costruire un legame stretto con il potere economico della Regione. Per quanto Ebner passi per essere sì conservatore, ma “illuminato” e propugnatore dell’Euregio e dell’apertura verso Innsbruck, l’insieme delle nomine configura una sorta di fortino conservatore, fortemente autoreferenziale, poco votato all’apertura della autonomia verso l’Europa. Una situazione che dovrebbe preoccupare le forze autenticamente progressiste del nostro paese, rimaste invece in silenzio, o forse anche soddisfatte dell’umiliazione imposta ai 5 Stelle.

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