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TAV: ricordare per decidere correttamente

Mauro Ferone - Associazione Tutela del territorio, Ala

Il mio intervento, nel secondo ed ultimo incontro pubblico tra i cittadini e RFI avvenuto a Besenello il 20 aprile scorso, mirava a due obbiettivi. Il primo: riassumere i fatti salienti della storia del progetto TAV in Trentino. Il secondo: dimostrare l’importanza della partecipazione popolare alle scelte politiche: “La documentazione di base è costituita dallo Studio di fattibilità 1993 (linea di accesso sud Fortezza Verona) e 2002 (Progetto Preliminare della Galleria di base del Brennero), dal nuovo tracciato (fattibilità 2002), dal progetto preliminare sviluppato da RFI all’inizio del 2003”. Infatti l’opera era inserita dal 2001 nel Programma delle infrastrutture strategiche di interesse nazionale e prevedeva, per quanto riguarda il Lotto 3 Circonvallazione di Trento, di partire a sud di Mezzocorona e si sviluppava in destra orografica della valle dell’Adige per arrivare a Mori con 32 km in galleria. Infatti nel 2003 iniziarono in Trentino le proteste, in primis quelle dei contadini della Piana Rotaliana, a seguire quelle di tutti i territori coinvolti.

La Vallagarina, il 17 luglio, presentò un documento a firma di tutti i sindaci contro l’opera dove venivano segnalate le problematiche ambientali dei viadotti sull’Adige e i rischi di natura idrogeologica nei comuni di destra Adige: “Si chiede pertanto di studiare una soluzione diversa da quella progettata, che non presenti gli inaccettabili inconvenienti sopra citati e che non comporti un impatto tanto gravoso per le nostre comunità”.

Il 17 settembre 2003 la Giunta Provinciale deliberava la valutazione negativa del progetto di RFI in destra Adige ed esprimeva una valutazione positiva di un progetto in sinistra Adige denominato Alternativa 2 parietale elaborato dalla Provincia. Si richiedevano anche delle misure per favorire lo spostamento da subito del traffico merci dalla strada alla ferrovia. Mai attuate!

Il 29 novembre 2007 il quotidiano Trentino pubblica la notizia: “Circonvallazione di Trento, pronto il progetto”. Addirittura già previsti nel bilancio 2008 i costi del tunnel esplorativo.

Nel 2008 viene richiesto alla Commissione Ambiente del Comprensorio della Vallagarina, di cui facevo parte, un parere sul nuovo progetto di Circonvallazione di Trento e Rovereto a firma dell’ing. De Col per la PAT e dell’ing. Ciaravolo per RFI. Vista tutta la documentazione, la Commissione boccia il progetto perché “gli elaborati non escludono con certezza impatti irreversibili sull’ambiente in particolare sulle falde acquifere, risorsa irrinunciabile e preziosa del territorio lagarino”. La Commissione, oltre alle molte criticità, era stata colpita dalla relazione dell’ing Barla del Politecnico di Torino dove si segnalano dati incompleti ed errori che non permettevano la percezione delle problematiche idrogeologiche.

Il 18 agosto 2008 la Comunità della Vallagarina invia la relazione alla Provincia, e anche Rovereto dice No al progetto. Da allora, dopo una serie di incontri pubblici per illustrare il progetto alla popolazione, fu un susseguirsi di manifestazioni di protesta su tutto il territorio trentino che determinò il ritiro del progetto nel 2011.

Nel 2015 la PAT, in un convegno, cerca di coinvolgere gli operatori interessati all’infrastruttura, dai ministeri, Commissione Europea, Università di Trento, Land Tirolo, ad aziende ed enti interessati al trasporto merci. Non gradita la popolazione. Risultato? A fine lavori l’organizzatore del convegno, l’assessore Gilmozzi, dichiara: “Fare le infrastrutture e basta non serve a niente”.

Ma RFI ha già pronto un nuovo progetto e la Pat una nuova strategia: divide et impera. Viene istituito l’Osservatorio sulla ferrovia del Brennero, per ridurre la partecipazione dei cittadini e spariscono le tratte a sud di Marco e a nord di Lavis per ridurre la protesta. L’ing. Da Col non sa nulla del nuovo progetto, sa solo che non ci sono i soldi. Infatti il nuovo ministro dei trasporti Delrio cancellava i finanziamenti ed il Commissario Governativo Fabbris sottolineava che le circonvallazioni di Trento e Rovereto non erano indispensabili al progetto. Nel Documento di Economia e Finanza del 2016 fra Verona e Fortezza sono previsti solo degli adeguamenti prestazionali.

Nel 2018 RFI rilancia e viene stralciato anche il tratto di circonvallazione di Rovereto che prevedeva di perforare lo Zugna; la popolazione roveretana ed in particolare quella di Marco si tranquillizza.

Nel 2021 con il PNRR arrivano nuovi finanziamenti pubblici e quindi si da il via ai lavori della nuova progettazione della circonvallazione di Trento, che adesso si chiama Bypass, opera che doveva finire nel 2026 ma di cui si devono ancora iniziare a scavare le gallerie. Il Presidente Fugatti va al Consiglio Comunale di Rovereto per raccontare che ci sono i soldi per interrare l’attuale ferrovia se si accetta di far passare anche la TAV. Il tutto gestito dall’Osservatorio, scarne le informazioni per la popolazione.

Il 24 marzo 2026 è iniziato il Dibattito Pubblico, gestito da RFI, con modalità che non facilitano la partecipazione, Entro l’8 maggio 2026 si possono presentare delle osservazioni se si è accreditati. Per i cittadini solo due incontri per chiedere informazioni e intervenire.

Concludendo il mio intervento a Besenello sottolineavo il valore dell' impegno mio e degli altri cittadini attivatisi per tutelare il loro territorio, e che il tempo dedicato allo scopo non era sprecato. Anni di lotte, di tempo tolto alle famiglie, ai figli, dove spesso mi sentivo dire dai cittadini indifferenti: “ Tanto no i la fa”, o ”Tanto se i vol farla i la fa” sono almeno serviti a dimostrare che i progetti decantati dai politici e dai tecnici come attenti alla popolazione e al territorio erano in realtà dannosi e pericolosi. Come dimostrato dagli attuali tecnici di RFI che ho ringraziato.

Grazie all’impegno dei NoTAV i progetti sono stati modificati e migliorati. Però ancora una volta, vista la documentazione, ci si deve ritrovare ed unire perché la battaglia deve continuare. I dati di previsione del traffico merci dimostrano che il progetto di quadruplicamento della ferrovia non serve. II tecnici di RFI fanno gli interessi della loro azienda, ma gli amministratori devono stare al fianco dei cittadini per fare l’interesse della popolazione.

* * *

Pubblichiamo volentieri questa lettera di Mauro Ferone, a nome di un gruppo ambientalista di Ala. L’Associazione Tutela territorio, come altre in provincia, ha svolto un lavoro encomiabile nel contrastare e limare disinvolture progettuali di Rete Ferroviaria Italiana, evidentemente abituata allo strapotere di 150 anni fa dell’industria ferroviaria, che poteva tranquillamente sventrare città e campagne in nome del progresso. Ora c’è nei cittadini più consapevolezza ambientale. Però: non c’è il pericolo opposto? Il pericolo di un’opposizione a prescindere, che boccia sempre e comunque qualsiasi proposta ferroviaria, a iniziare da tutte quelle relative all’Alta Velocità. Non tenendo presente che l’alternativa è l’esplodere del traffico autostradale, ambientalmente più nocivo. Oppure incrementare il traffico aereo, che non disturba nessuno - si vedono solo strisce nel cielo - ma emette circa 5 volte più CO2 del treno, oltre ad altri inquinanti (vedi Agenzia Europea dell’Ambiente).

QT si è sempre opposto, fin dagli anni ‘80, a nuove autostrade, dalla PiRuBi all’ampliamento dell’Autobrennero, sempre invocando l’alternativa ferroviaria. “Dalla gomma al ferro” era lo slogan dell’ambientalismo trentino, italiano, europeo.

Adesso che quella battaglia è stata vinta (anche perché attorno all’industria della ferrovia e in particolare dell’Alta Velocità si sono agglutinati vasti interessi, ma non è che una soluzione è negativa perché c’è un’impresa che ci lavora e ci guadagna), sarà senz’altro bene non abbassare la guardia, come meritoriamente si è fatto per l’attraversamento dei terreni inquinati di Trento Nord, ma tenendo comunque presente che la ferrovia rimane la soluzione ambientalmente migliore.

Commenti (1)

Opposizione che si basa su dati accertati Mauro Ferone

Gentile redazione, non capisco le vostre perplessità. Nella mia lettera riporto tutto il percorso che mi ha portato a prendere una posizione convinta contro gli ultimi progetti relativi all'AV per i treni merci in Trentino. Percorso basatosi in primis su documentazione fornita dalla PAT nel 2008 ( Potenziamento asse ferroviario Monaco-Verona Lotto 3) alla Commissione Ambiente del Comprensorio della Vallagarina, successivamente sui numerosi incontri pubblici dove si analizzavano le moltissime criticità del progetto. Anche l'opposizione all'ultimo progetto si basa su documentazione fornita da RFI che, dopo un confronto partecipato, ha portato alla formulazione di 542 osservazioni/contestazioni da parte di tutte le amministrazioni e associazioni che gestiscono o operano sul territorio
( https://dpcirconvallazionerovereto.it/ ).
Tra le osservazioni non mancano quelle che dimostrano le soluzioni per ridurre immediatamente il traffico sull'A22 e ridurre quindi di conseguenza l'inquinamento. No, non abbiamo vinto nessuna battaglia sinora, abbiamo solo dimostrato che la partecipazione è fondamentale per difendere il territorio, ma abbiamo bisogno dell'aiuto da parte di tutti, anche di QT che speriamo dia visibilità a questo fondamentale tema.
Cordiali saluti.
Mauro Ferone
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