Cattivismo
È una cerimonia che da diversi anni si svolge, in occasione della Festa della Repubblica, in circa 300 città italiane: Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Perugia, Ferrara, Bergamo... fino a Rovereto, dove è stata istituita nel novembre scorso. E che consiste nel conferimento della cittadinanza onoraria (o “di comunità”) ai minori stranieri nati in Italia che abbiamo completato un ciclo scolastico. Il certificato che viene rilasciato ai ragazzi in questa occasione non vuole avere valore giuridico: è però un gesto simbolico che mira a far sentire i giovani – e le loro famiglie – come facenti parte della comunità locale, e a tener aperto il dibattito sullo “ius scholae”. Un tocco di inclusione in un panorama dominato dal cattivismo xenofobo.
Anche il Comune di Trento, nella persona dell'assessora Giulia Casonato, nelle settimane scorse ha manifestato l'intenzione di adottare questa procedura, trovando però nelle opposizioni del Consiglio comunale un muro di no.
Del resto il Trentino è la Provincia che ha smantellato l'accoglienza diffusa (dimezzato il numero dei richiedenti asilo accolti, ospitandoli per di più in grandi strutture centralizzate, con inevitabili conseguenze fallimentari); è la Provincia condannata dalla Consulta di aver violato l'art. 3 della Costituzione per aver preteso dagli stranieri 10 anni di residenza per l'accesso alle case Itea. È la Provincia, insomma, governata da una destra che quando parla di cittadinanza lo fa proponendo di cancellarla per chi (immigrato, s'intende) commetta dei reati. E così anche questo piccolo gesto di ospitalità rivolto agli stranieri affinché si sentano partecipi della società in cui vivono ha suscitato dure obiezioni di varia natura.
Prima accusa: è una proposta strumentale, un modo per cercare di acchiappare il voto degli immigrati (che non votano). Poi è un imbroglio: si illudono quei poveretti con un pezzo di carta che non ha nessun valore. Poi la cittadinanza, anche se simbolica, dovrebbe semmai essere concessa dallo Stato e non dal Comune.
Pausa surreale con la dichiarazione di Devid Moranduzzo (Lega): “Questi giovani comportandosi bene e rispettando le regole si dimostrano già integrati. Presentare questa richiesta in consiglio comunale, non è stato fatto prima e non credo abbia senso farlo ora con un Governo che su questi temi la pensa diversamente”.
Per Antonio De Leo, capogruppo di Forza Italia in Comune, l'operazione sarebbe addirittura controproducente: “Il rischio concreto di questa operazione di facciata è quello di innescare una profonda delusione nei ragazzi coinvolti. Offrire un'illusione formale, una bandierina ideologica che non modifica in alcun modo lo status giuridico o amministrativo dei giovani, delude le loro legittime aspettative, creando divisioni anziché coesione”.
Infine il pezzo da 90, la presidente trentina di FdI e assessora all'istruzione Francesca Gerosa, che parla di una mossa puramente propagandistica: “Guardano a quei ragazzi perché la sinistra cerca di pescare voti in quel tessuto sociale. E lo fa dando un'etichetta, che è discriminatoria, come fosse una scorciatoia per aggirare la legge sulla cittadinanza”. In aggiunta: per integrare i giovani stranieri, c'è già la scuola, che, supportata dai finanziamenti della Provincia, fa un gran lavoro per farli sentire integrati. “Quindi tutte le scuole stanno già facendo quello che va fatto e non si aspettano le iniziative del Comune nelle scuole”.

Ma ancora non basta: per istituire la cittadinanza di comunità occorre modificare lo Statuto; ma “lo Statuto è patrimonio di tutti, invece la maggioranza lo vuole modificare per ragioni politiche di una parte e per un obiettivo politico. I ragazzi e le ragazze straniere fanno già parte della comunità nel momento in cui hanno la residenza. Quindi è una politicizzazione ideologica del tema”.
Fino alla consueta botta finale: ci sono cose ben più importanti a cui pensare! “Il Comune invece di cambiare lo Statuto pensi al traffico impossibile, ai negozi che chiudono, al fenomeno dell'illegalità e della sicurezza”.
C'è poco da illudersi: già prima erano cattivi, adesso poi che c'è da inseguire Vannacci!