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Un ricordo dell’avvocato Canestrini

Lo ricordiamo con il caso dell’Enciclopedia sessuale

Carolina Andreatta e Walter Ferrari

Vogliamo ricordare l’avvocato Sandro Canestrini anche attraverso una vicenda, per così dire minore, che ha coinvolto la valle di Cembra e lo ha visto tra i protagonisti ormai oltre 40 anni fa. Probabilmente non molti ricordano oggi il caso dell’Enciclopedia sessuale, dal quale scaturì una vicenda giudiziaria che vide alla sbarra la bibliotecaria Caterina Di Salvo Bonaffini, il marito Gianni, il direttore del Centro Bibliotecario Provinciale Pasquale Chistè e l’allora Sindaco di Cembra Ettore Gottardi, mobilitando nello stesso tempo centinaia di persone in loro difesa. Tutti trascinati in giudizio dall’allora Sostituto Procuratore della Repubblica di Trento Carlo Alberto Agnoli che, sulla base del codice Rocco, mosse l’accusa di oscenità ad una enciclopedia edita nientemeno che da Mondadori ordinandone, il 27 luglio 1976, il sequestro, che due mesi dopo fu attuato su tutto il territorio nazionale.

I due bibliotecari e il sindaco, socialista ed ex partigiano, furono appunto difesi da un collegio di avvocati composto da Sandro Canestrini, Renato Ballardini e Arrigo Monari, che ne ottennero l’assoluzione davanti al Tribunale di Trento il 19 novembre 1976.

Allora Ettore Gottardi, scomparso qualche anno fa all’età di 92 anni, constatava come di fronte all’attività culturale che cerca di strappare le coscienze all’oscurantismo “i vassalli alzano il capo, i valvassori si danno da fare e purtroppo la parte meno attenta della popolazione si offre di eseguire tutto ciò che alla fine si ritorcerà contro di loro”.

Quanta attualità in quelle parole, oggi che sono i settori oscurantisti ad aver preso l’iniziativa ed a condurre l’offensiva!

Sandro Canestrini commentando allora quella vicenda sottolineava quanto fosse costata all’umanità la libertà di pensiero, ricordando i diciassette anni in fondo a un pozzo di Tommaso Campanella e i diciotto anni in cella d’isolamento di Umberto Terracini. Ricordando come ancora una volta in questa avventura giudiziaria fossero state solamente le forze popolari a portare avanti i “contenuti della tradizione progressiva borghese”, stigmatizzando con ciò anche il vergognoso silenzio dell’Assessore provinciale alla Cultura Guido Lorenzi, dal cui assessorato l’enciclopedia era stata inviata a Cembra. Nello stesso tempo egli sottolineò allora il valore della cultura come strumento di lotta, indicandola come “irriducibile nemica delle soperchierie del potere”, indicandoci ancora una volta un elemento fondamentale per contrastare l’oscurantismo di oggi.

Grazie avvocato Sandro.

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