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Valdastico: la lotta continua

Il dovere di mettere la salute, l’ambiente e il giusto investimento al primo posto impone di rifiutare qualsiasi nuova, assurda speculazione

Il coordinamento NO A31 Trentino

A distanza di tempo dal disastro, riteniamo che il silenzio, mantenuto per rispetto delle vittime del maltempo, debba nuovamente calare. Non possiamo infatti astenerci dal commentare le dichiarazioni circolanti negli ultimi giorni, che dimostrano apertamente come idiozia e ignoranza abbiano bisogno di un perenne capro espiatorio dietro al quale nascondersi: perché le soluzioni necessarie ad imbrigliare le calamità non sono né popolari, né semplici. Perché la spina dorsale utile a prendere azioni decisive e concrete, a chi è in cerca del voto della paura, manca del tutto.

Le dichiarazioni dell’attuale Ministro dell’Interno risultano quindi doppiamente inaccettabili: perché arrivano nel pieno di un disastro annunciato, quando intere comunità ancora combattono per un difficile ritorno alla normalità, e perché additano colpevolmente come responsabile del disastro quel mondo ambientalista che è al contrario l’unico, in territori governati da decenni dalla miopia, che non si è mai stancato di indicare delle soluzioni e di sottolineare con forza la necessità di adottare soluzioni in grado di contenere gli effetti dei sempre più devastanti cambiamenti climatici.

Chi ha governato negli ultimi 30 anni, garantendo libertà di azione senza controlli né limitazioni a chi dai nostri monti ci ha guadagnato, tutelando il business e le rendite speculative, forse spaventato dalla potenziale presa di coscienza che la popolazione dopo un simile disastro può avere, tenta di buttare fumo negli occhi.

Non si parla più dell’uragano ai Caraibi, o dello tsunami a migliaia di chilometri: i cambiamenti climatici, mai come adesso e mai così evidentemente, sono qui ed ora. Ed anche qui ed ora è giusto e doveroso uscire da dietro al dito al quale ci stiamo nascondendo ed affrontare la situazione, senza la paura di assumersi le proprie responsabilità anche nel cambiamento, rifiutando la retorica del “progresso” forzato ed a tutti i costi a discapito della tutela ambientale.

Chi cova la vera responsabilità, chi siede sui caldi scranni del governo, non riesce al contrario ad astenersi dalla sua becera dialettica nemmeno in momenti di assoluta crisi. Non riesce a proporre soluzioni che non vadano verso un ulteriore spreco di fondi pubblici in opere speculative, ulteriore consumo di suolo, ulteriore devastazione delle comunità, ulteriore inquinamento. Opere non solo inutili, ma diametralmente opposte alle soluzioni che dovremmo iniziare immediatamente ad adottare: così il neoeletto governatore della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, non si esime dal ricordare la promessa che in campagna elettorale tanto gli ha valso, ovvero, la realizzazione del prolungamento a nord della autostrada A31, la Valdastico Nord.

I comitati che strenuamente hanno continuato ad opporsi all’opera non sono magicamente scomparsi dopo le recenti elezioni; non hanno nel frattempo dormito, e non mancheranno di ricordare a lui e alla Giunta investita dell’onere del buon governo, il dovere di mettere la salute, l’ambiente e il giusto investimento al primo posto. Pensare ad un futuro sostenibile per tutti impone di rifiutare qualsiasi nuova, assurda speculazione.

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