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Camper boicottati

Bruno Conci, CBE Srl

Sono titolare di un’importante azienda sita a Trento (una cinquantina di occupati), operante nella progettazione e costruzione di apparecchi elettronici destinati ai maggiori costruttori di camper. Desidero portare alla vostra attenzione una situazione, a mio giudizio inaccettabile, che da ormai troppi anni si protrae nella Val di Fassa ed in particolare a Canazei.

Più volte, nel corso di svariati incontri di lavoro, mi è stato chiesto per quale motivo il turismo in camper ed i camperisti siano così avversati in alcune zone della nostra Provincia. Molti esempi riguardanti la Val di Fassa mi erano già stati segnalati da fonti attendibili. Io stesso (camperista convinto da anni insieme a mia moglie) avevo avuto una spiacevole esperienza nel Comune di Canazei alcuni anni fa ed un’altra - forse ancora più spiacevole - l’ho vissuta durante queste recenti ferie di ferragosto sempre a Canazei. Ma non è della mia vicenda personale che voglio parlare in questa sede (quella mi riservo di farla verificare dal mio legale per tutelare i miei diritti qualora questi fossero stati lesi). Voglio invece rivolgermi alle istituzioni provinciali, al Sindaco di Canazei, e agli addetti al turismo in generale e della Val di Fassa (compresi gli albergatori) e chiedere: qual è il vostro atteggiamento verso il turismo in camper? Chiusura totale? Cieco rifiuto? Vessazione tramite multe e divieti che paiono insensati (e sulla cui liceità servirebbero adeguate verifiche)? Sono benvenuti solo i turisti che alloggiano in albergo?

Come potrete capire, la cosa mi interessa; mi preme infatti sapere se i soggetti che ho sopra citato desiderano che la mia azienda chiuda e che le persone che operano in essa e per essa rimangano senza lavoro. È infatti ovvio che, se tutti i comuni d’Italia e d’Europa si comportassero come quello di Canazei, la mia azienda (e tutte quelle del settore, un settore piccolo ma non trascurabile) potrebbe chiudere. Ricordo che i contributi provinciali, elargiti al settore alberghiero derivano in massima parte dalle imposte versate dalle aziende operanti nella nostra provincia. La mia azienda lavora per un 80% con l’ export e da anni contribuisce alle entrate fiscali destinate alle casse della Provincia. Pensare che questi soldi vengano usati (anche) per danneggiare la mia azienda e le persone che vi lavorano, non mi fa piacere.

Faccio infine notare che dopo lo spiacevole episodio a Canazei, ho deciso di proseguire le mie ferie d’agosto in camper prima in Svizzera e poi in Francia. Vi assicuro che in quei Paesi il turista in camper e questo tipo di turismo sono trattati in ben altro modo, credo per un diverso grado di cultura e di educazione.

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