“Alter Comix. Fumetti e illustrazioni originali dal fondo Piermario Ciani all’Archvio del ’900 del Mart
Rovereto, Biblioteca Civica, fino al 25 maggio.
C’è un’Italia creativa, ironica e ribelle che si è mossa per decenni ai margini delle istituzioni culturali, tra fanzine autoprodotte, fumetti sperimentali, collage fotocopiati e riviste controculturali. Un’Italia visionaria, inquieta, affollata di outsider e pionieri dell’arte indipendente, spesso dimenticata nei percorsi ufficiali, nonostante alcuni dei suoi protagonisti siano oggi figure di primo piano anche del mainstream.
A questo milieu rimanda “Alter Comix”, una mostra realizzata in occasione di “Rovereto & comics” che ha l’ambizione di riportare alla luce una parte di questa produzione grafica sommersa, attraverso una serie di tavole per fumetti e illustrazioni provenienti dall’archivio di Piermario Ciani (1951-2006), conservato al Mart.
Fotografo, grafico, editore, mail artista, o come amava definirsi “creatore di situazioni”, Ciani è stato molto più di un semplice sperimentatore di linguaggi. È stato un nodo nevralgico di una rete fittissima di collaborazioni, progetti e visioni, un agitatore culturale ante litteram.
Il percorso espositivo si apre con un ritratto di Ciani nei panni di “Traxman”, icona alter ego firmata da Massimo Giacon, autore di fumetti, scrittore e designer.

Ciani non è solo il filo conduttore: è la lente attraverso cui osservare una produzione artistica che sfugge a ogni classificazione. Fin dagli anni Settanta, con le prime esposizioni alla LIBrERA di Udine (dove passavano anche Allen Ginsberg e Fernanda Pivano), Ciani si muove nel cuore di una scena viva e caotica. Qui nel 1979 organizza una delle prime mostre di Lorenzo Mattotti, ora figura di primissimo piano dell’illustrazione internazionale, e un’altra di Pietro Carnelutti, allora una delle matite delle rivista underground “Puzz”.
Nei primissimi anni Ottanta Ciani fonda fanzine come “115/220”, “Onda 400” e “50%”, documentando il fermento musicale post-punk e new wave italiano. Collabora con realtà come The Great Complotto di Pordenone, produce vinili, a iniziare da quello del gruppo punk Ice and the Iced, al quale si riferiscono alcune tavole di Moreno Tomasetig, autore anche di alcuni fumetti pubblicati in “115/220” (in mostra la tavola di un fumetto dedicato al gruppo The Who).
Ai primi anni Ottanta rimanda anche la grande vetrina dedicata a Massimo Giacon, ricca di numerose tavole legate al progetto di networking globale “Trax”, ideato da Ciani e Vittore Baroni (pure documentato da due tavole) tra il 1981 e il 1987, che coinvolse centinaia di artisti, musicisti e illustratori da tutto il mondo. “Trax” anticipa molti dei temi oggi centrali nell’arte contemporanea – dalla rete come spazio creativo all’idea di autorialità collettiva, con un’ironia e una freschezza ancora sorprendenti.
L’ibridazione tra fumetto e musica si concretizza in opere come la cartella “0183 Co.Mix” dello stesso Ciani, in cui l’artista esplora il potenziale grafico delle onomatopee dei fumetti. Ancora alla prima metà degli anni Ottanta si riferiscono una serie di tavole di Davide Toffolo, ora frontman de I tre allegri ragazzi morti, che Ciani nel 1983 coinvolge per creare alcune illustrazioni di “Compra o muori”, un volume edito da Stampa Alternativa dedicato alla musica indipendente italiana, di cui Ciani cura la grafica.
Gianluca Lerici/Prof Bad Trip, ha collaborato a diversi progetti di Ciani, e l’amicizia tra i due è registrata anche da numerose cartoline illustrate con stampe al linoleum risalenti al 1989-1995 presenti in mostra accanto al menabò di un libro d’artista (rimasto inedito) che sarebbe dovuto uscire per la AAA edizioni, la casa editrice fondata da Ciani e Baroni nel 1995. A quest’anno risale anche una grande tavola di Matteo Guarnaccia dedicata al nome multiplo Luther Blissett, figura al centro della prima pubblicazione di questa casa editrice sperimentale. A un altro libro d’artista sempre pubblicato da AAA edizioni, “Nel segno del libro” (1997), costituito da segnalibri ritagliabili, rimandano alcuni bozzetti di Pablo Echaurren, affiancati da numerosi altri che si riferiscono a uno dei progetti più visionari di Ciani: “FUN – FUNtastic United Nations”, nato nel 2001.

“FUN” può essere considerato per molti versi una parodia gioiosa della burocrazia istituzionale, in cui ogni artista inventa una nazione fantastica e ne disegna i simboli dell’ufficialità come francobolli e banconote. Il progetto è raccontato attraverso l’esposizione di questi stampati effimeri, affiancati dai relativi bozzetti originali, opera di illustratori quali Guido Scarabottolo, David Vecchiato (Diavù), Miguel Ángel Martín, Marcello Diotallevi e Alessandro Staffa.
Al progetto “FUN” rimandano infine anche le tavole di Emanuela Biancuzzi, compagna di Ciani e illustratrice di rara sensibilità, ideate per un calendario perpetuo progettato da Ciani, ma mai dato alle stampe.