Le intriganti ossessioni di un triangolo malato “La fidanzata” di Robin Wright, su Prime Video.
Le serie tv sono diventate sempre più importanti all’interno dell’offerta di spettacoli enormemente ampliata dalla tv on demand. Via via più costose, spesso con attori di grido, si cimentano nei più svariati ambiti, da quello storico al racconto romantico e, seguitissime dai giovani, aprono (o chiudono) menti e sentimenti. In questa nuova rubrica ci ripromettiamo di seguire il fenomeno, dando anche suggerimenti di visione al lettore
Il rapporto tra suocere e nuore, si sa, può essere difficile, ed è proprio su questo cliché che gioca la serie di Prime Video “La fidanzata”, uscita a inizio settembre ottenendo grande successo. Si tratta di un thriller psicologico che si incentra su un triangolo amoroso atipico, quello tra madre-figlio-fidanzata. Una scelta che si distingue rispetto ai convenzionali triangoli amorosi e che esplora dinamiche familiari e relazionali molto interessanti.
Laura, interpretata da Robin Wright - anche regista della serie e volto noto di “House of Cards” - sembra avere una vita perfetta: una carriera brillante come gallerista, un marito affettuoso e un figlio, Daniel, che la adora. Quando, però, Cherry - la nuova fidanzata di Daniel, interpretata da Olivia Cooke, già protagonista in “House of the Dragon” - entra nella sua vita, tutto sembra sgretolarsi davanti ai suoi occhi.

Laura entra fin da subito in competizione con Cherry, che le sembra l’ennesima gold digger che vuole approfittarsi di Daniel per ottenere status e soldi e che soprattutto sembra volerle strappare la sua relazione privilegiata col figlio. Inoltre, Cherry sembra nascondere qualcosa sul suo passato, su cui Laura si mette a indagare. Ma le sensazioni di Laura sono fondate o tutto nasce dalla paranoia di perdere il figlio? È difficile capirlo, soprattutto perché la serie adotta una struttura narrativa ambigua, che si rivela uno dei punti di forza, ovvero mostra entrambi i punti di vista di Laura e Cherry. Le stesse situazioni vengono presentate attraverso le loro prospettive, e piccoli dettagli, come un sorriso o il tono di voce, possono cambiare completamente l’intenzione e il significato di quanto viene detto. Ogni episodio è quindi un costante rimbalzare tra le versioni di Laura e Cherry; ma chi delle due sta raccontando la verità?
In un’escalation di tensione, la serie tocca varie tematiche, tra cui la morbosità dei rapporti familiari, l’ossessione, la manipolazione, l’eterna influenza del divario di classe sociale nei rapporti amorosi: il tutto forma un mix capace di tenere incollati allo schermo per tutti e sei gli episodi. Le due attrici protagoniste sono bravissime e reggono la sceneggiatura sulle loro spalle, aumentando l’interesse dello spettatore nello scavare più a fondo sul passato di Cherry e sul rapporto ossessivo di Laura. Tra le due litiganti, il figlio invece diventa oggetto da contendersi, un ragazzo che da una parte non ha abbastanza spina dorsale per prendere in mano la sua vita e recidere il cordone ombelicale che lo tiene legato alla madre, e dall’altra si lascia manipolare dall’ambiziosa e scaltra fidanzata.
Una serie che consiglio agli amanti del genere, ma anche a chi è alla ricerca di una storia intrigante, ricca di colpi di scena, che porta a confrontarsi con temi ricorrenti nella vita reale, qui vivacemente presentati da due protagoniste tutt’altro che innocenti.