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Alleanza M5S/Lega: preoccupante

Walter Ferrari

Prendo spunto dall’intervista rilasciata al quotidiano L’Adige lo scorso 11 maggio dal consigliere provinciale del M5S Filippo Degasperi per proporre alcune note di riflessione. Premetto che da qualche anno vi è una collaborazione tra il M5S e il Coordinamento Lavoro Porfido (C.L.P.), del quale sono uno dei portavoce, sui problemi legati all’estrazione e lavorazione del porfido.

In particolare l’on. Fraccaro si è fatto portavoce in Parlamento ponendo all’attenzione varie questioni legate al settore e il consigliere Degasperi ha partecipato al dibattito sulla revisione della legge in materia di cave. Egli ha presentato un disegno di legge nato dal confronto con il C.L.P. e ha contrastato sia le proposte avanzate dall’assessore Olivi che gli emendamenti alle stesse portati in Consiglio provinciale dalla Lega, con i quali si intendeva dare totale mano libera ai concessionari consentendo addirittura l’utilizzo di manodopera in nero fino a tre unità.

Alla base di tale sintonia stava la condivisione reciproca di alcuni princìpi fondamentali vòlti alla tutela dei lavoratori e dei beni comuni, quali le risorse e l’ambiente. Ebbene, il programma di governo che il M5S e la Lega stanno stilando contraddice apertamente tali princìpi, e non si tratta di un governo “di salute pubblica”, come lo ha definito il consigliere Degasperi, ma bensì di un governo che sancisce pubblicamente lo stato di malattia della società in cui viviamo.

In questi due mesi ho sempre espresso con franchezza all’on. Fraccaro le mie valutazioni e lo ringrazio per avermi sempre risposto; non mi sarei scandalizzato se il M5S avesse posto la questione del governo con la Lega sul piano della necessità di dare alcune risposte urgenti a quei settori della società italiana che si trovano in maggiore sofferenza. La tanto sbandierata uscita dalla crisi infatti sta avvenendo sulla pelle dei ceti sociali meno abbienti, oltre che sull’impoverimento di larghe fasce del cosiddetto ceto medio. Ne è testimonianza anche uno dei titoli più usati in questi tempi che racchiude in sé questa realtà: “Si consolida la ripresa, crescono povertà e diseguaglianze”. Dunque si potevano mettere alla base di tale accordo pochi ma significativi punti quali: a) revisione della legge Fornero; b) modifica sostanziale del Jobs Act; c) provvedimenti relativi all’abbattimento degli interessi richiesti da Equitalia; d) revisione della legge elettorale mantenendo però la base proporzionale in coerenza con i princìpi democratici sbandierati durante la campagna referendaria da entrambi i partiti.

Quello che invece si sta facendo è un programma teso a rendere organica l’alleanza fra M5S e Lega, recependo tra l’altro la flat tax berlusconiana che, pur modificata con due aliquote (altrimenti sarebbe anche incostituzionale), porterebbe vantaggi significativi soltanto a poco più di 5 milioni di contribuenti su 40 milioni e tra l’altro il maggiore vantaggio andrebbe ai redditi più alti. Per non parlare poi delle intenzioni esplicitate da Salvini rispetto ai migranti, che soltanto come tali andrebbero contrastate in quanto negano la dignità umana di milioni di persone costrette a lasciare i propri Paesi anche a causa della rapina di risorse, non ultima quella umana, operata pure dai Paesi dell’Unione Europea.

Quali saranno infine le scelte che si imporranno rispetto alle cosiddette grandi opere? Quale tutela dei beni comuni e dei diritti delle generazioni future può essere conciliata con l’assalto capitalistico alle risorse e all’ambiente a cui assistiamo?

Concordo quindi con quanto afferma il consigliere Degasperi e faccio presente all’on. Fraccaro che su questo terreno la collaborazione col C.L.P. diventerà difficile e sarà addirittura resa impossibile laddove si decidesse di proporre anche qui l’alleanza con la Lega e, di fatto, con il centrodestra.

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