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Un divorzio inatteso

Negli ultimi tempi Michaela Biancofiore è particolarmente pimpante: in festa per le prospettive elettorali della sua coalizione e divertita dalla (facile) opportunità di sbertucciare ad ogni piè sospinto la marziana Maria Elena Boschi. E iperattiva: anche a noi, che pure siamo fuori dal suo bacino elettorale, arrivano quotidianamente almeno un paio di suoi frizzanti comunicati, un dinamismo che non ha paragoni in nessun candidato in Trentino.

Finalmente una campagna elettorale senza dissidi interni a Forza Italia? Sarebbe un record per chi, nell’ultimo decennio, ha sempre trovato da litigare: con Giorgio Holzmann, Cristano De Eccher, Giorgio Leonardi, Enrico De Lillo, Elisabetta Gardini... E invece no, anche se stavolta – probabilmente – la colpa non è sua. Cosa ancora più singolare, il contrasto è fra lei e il fedele compagno di tante catastrofi elettorali, Giacomo Bezzi.

Il quale non ha gradito le direttive berlusconiane, riferite dalla Biancofiore reduce da Arcore, secondo le quali alle politiche del 4 marzo i consiglieri regionali non possono essere candidati. “In molti – leggiamo sul giornale online “ilDolomiti” - si sono accorti che era tirato come la corda di un violino”. E l’Adige allarga il discorso: “Bezzi non fa più nulla per nascondere di sentirsi sempre più estraneo a questa Forza Italia a trazione Biancofiore… fa presagire che non si senta più a casa sua e si consideri già con un piede fuori e la prua orientata in direzione Lega o verso qualche altra lista..., con cui presentarsi alle elezioni provinciali di ottobre”.

L’allontanamento di Bezzi verrebbe confermato dalla mozione, da lui presentata e approvata in Consiglio col voto favorevole anche della Lega, che auspica che la concessione dell’A22 rimanga in mani trentine anziché essere messa a gara, come invece avrebbe voluto la Biancofiore.

Fino a quel momento il contrasto era sotterraneo; ma quando alla mancata candidatura si aggiunge la disputa su quel voto (e dunque un più “nobile” motivo di dissidio), ecco che cominciano a volare gli stracci: “Il consigliere avrebbe detto che lui non ha intenzione di fare il dog sitter del cagnolino della Biancofiore”. E poi, “è un dato di fatto che Bezzi finora non si è mai fatto vedere alle presentazioni dei candidati di Forza Italia mentre ha partecipato al lancio della candidatura di Fugatti, e sul suo profilo Facebook lo si può vedere al gazebo della Lega al fianco della leghista Giulia Zanotelli, che indica come ‘la mia candidata’”.

Pronta la replica della Biancofiore, che ironizza sullo scarso appeal elettorale del compagno di partito: “Sui comportamenti di Giacomo non ci sono parole; il suo unico vero timore non è che io non lo candidi alle provinciali, ma il fatto è che con tutta la gente di livello che oggi c’è in Forza Italia i suoi voti non siano sufficienti per essere eletto. Vista anche la candidatura certa di Leonardi; lui ce la fa solo quando il partito è monorappresentato da lui”.

E ancora: “Gli attacchi personali e le mistificazioni della realtà da parte di Bezzi hanno superato ogni tolleranza politica. Con la mozione presentata in consiglio provinciale... si è posto al di fuori della linea politica nazionale”.

Controreplica di Bezzi: “Leggo sui giornali... frasi e considerazioni su di me da parte della coordinatrice Biancofiore. Che tutti, fortunatamente per me, conoscono molto ma molto bene! Dopo il 5 marzo ci sarà tutto il tempo per fare le analisi sulla linea politica anti-autonomista e salottiera rispetto ai problemi delle nostre piccole comunità di valle che ha preso il mio partito dopo la nomina della Coordinatrice Biancofiore”.

Come andrà a finire? Giacomo Santini, pacato com’è suo costume, rivela: “Non ho mai avuto la certezza totale che Bezzi avrebbe finito la sua carriera politica con noi”.

In effetti Bezzi, che pure si dice “coerente con me stesso e con il mio essere autonomista e liberale”, ha un percorso politico accidentato: da deputato di un PATT che sosteneva il governo di centro-sinistra, a Forza Italia, fino a un possibile futuro nella Lega.

Sperando che con Salvini egli possa finalmente trovare un approdo definitivo, altrimenti gli si presenterebbe un arduo dilemma: Casa Pound o Forza Nuova?