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Unione Europea: solo astrazione!

Luca Micheli

Mi spiace per Ballardini ed i suoi slogan sull’Europa. Perché invece non ci dedica un articolo ben fatto sulla genesi dell’Unione Europea? Chi l’ha voluta e promossa? E con quali scopi? Perché a cercare negli archivi dei quotidiani, per decenni, nei principali stati europei non si trovano folle che abbiano mai riempito: piazze, cinema, sale, costituite da persone “europee “ che chiedessero l’Unione Europea! Nemmeno i partiti, nel decennio 1960-1970, avevano nei loro programmi l’Unione Europea. Nessun partito ha mai chiesto il trattato di Lisbona o Maastricht e nemmeno l’euro! Nessuno! Dunque l’idea non è partita dal popolo, che non l’ha mai chiesta!

L’Unione Europea e l’euro sono dei programmi politico-finanziari promossi - guarda caso - più da persone estere che europee! Prendiamo ad esempio Richard Kalergi considerato dagli europeisti il padre dell’Unione Europea, colui che nel 1923 scrisse “Paneuropa”.

A Ballardini, l’onore di raccontarci chi veramente sia stato Richard Kalergi, dietro la fiaba e il castello di carte. E visto che Ballardini è trentino, potrebbe completare il suo articolo raccontandoci come e perché nel 1903 e poi nel 1907 Kalergi venne a vivere per mesi nel Trentino-Alto Adige.

Cordiali saluti.

Luca Micheli

* * *

Il signor Luca Micheli, commentando un mio intervento in cui sostenevo la necessità di fare l’Europa e che poi si sarebbero fatti gli europei, giudica questa mia visione “solo astrazione”. Non posso dargli torto: tutti i progetti culturali infatti, prima di essere realizzati, sono “solo astrazione”. Non c’è dubbio che allo stato attuale l’Europa federale, cioè democratica, è solo un progetto, cioè un’astrazione. Ciò non toglie che essa sia un progetto la cui realizzazione è necessaria ed urgente.

L’idea di un’Europa unita non è nuova. Luca Micheli cita in proposito Richard Kalergi, del quale non so molto. So che era un conte austriaco, vissuto nei primi 70 anni del secolo breve, durante il quale l’Europa fu lacerata da ben due grandi guerre intestine. Non so perché sia venuto a vivere nel Trentino, e ringrazierò Luca se me ne darà notizia. So che, come anche altri (persino Trotzkij) già a quei tempi ebbe a concepire l’idea di un’Europa unita. Era un’idea non solo astratta, ma assolutamente irrealistica.

Ora è diverso. Sono più di settant’anni che non facciamo guerre. Da alcuni decenni è iniziata una fase di integrazione economica, gestita da banchieri, tecnocrati e dai governi nazionali. Ciò non basta, anzi può essere dannoso. Occorre un passo avanti, molto importante, cioè dotarla di un ordinamento democratico. I popoli non avvertono questa esigenza?

È vero, ma non è insolito che i popoli ignorino quali siano le vie del loro progresso. È compito dei gruppi dirigenti, della politica elaborare i programmi per risolvere i problemi concreti del momento e tracciare le vie di un futuro migliore. Tali compiti presuppongono una cultura. Che purtroppo scarseggia, come dimostra la campagna elettorale a cui assistiamo.

Renato Ballardini

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