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1968. Temi, miti e valori di una generazione che voleva cambiare il mondo

Sono tante le pagine dei quotidiani, le pubblicazioni, le trasmissioni, dedicate in questi mesi al ‘68. Abbiamo deciso di aggiungere pure la nostra voce, anche perché intendiamo proporre una prospettiva e iniziative che ci sembra si stacchino dal pur variegato coro generale.

Puntiamo cioè a parlare dei temi, dei valori – o se vogliamo, dei miti e delle illusioni – che animarono i giovani di 50 anni fa. Cosa li ha fatti uscire dai binari che la società aveva per loro confezionato, cosa hanno proposto, per cosa si sono battuti. Come sono cambiati loro, su cosa hanno vinto, su cosa hanno perso, come hanno cambiato la società.

Temi molto ampi come si vede, che abbiamo cercato di trattare, e di far vivere, attraverso tre diversi interventi. Il primo, del prof. Gaspare Nevola, ordinario di Scienza Politica all’Università di Trento, inquadra il contesto sociale, fa il punto sugli studi storici sul periodo, e sul “patrimonio valoriale” di quell’epoca, come andrebbe ripensato, come è in parte stato assunto dalla società e in parte invece è deperito; e come infine il tema della “violenza rivoluzionaria” abbia finito, in una frangia, a trasformarsi in terrorismo.

Il secondo intervento invece, del direttore Ettore Paris, parte dalle esperienze vissute in prima persona, per narrare la storia di una crescita collettiva, di idee, di speranze, di comportamenti, ne spiega le motivazioni, rivive i momenti esaltanti di una generazione che credeva di poter cambiare il mondo, e quelli più tristi del ridimensionamento delle troppe aspettative.

Gli stessi temi riprende nel terzo intervento Fabrizio Rasera, storico anch’egli, tra i fondatori di QT e oggi presidente dell’Accademia degli Agiati, che però fa parlare le lettere che all’epoca si scambiava con gli amici, che in quei loro scritti condividevano riflessioni, speranze, emozioni, giudizi, timori di chi si stava affacciando, da giovane protagonista, in quello che sembrava un punto di svolta della storia.

Ma quanto dei valori di allora oggi è rimasto? Di quei principi, miti, illusioni, di quelle scelte, cosa conoscono i giovani del 2018? E soprattutto, oggi, come li valutano? Questa domanda ci è sembrata di centrale importanza, e per rispondervi abbiamo dedicato tempo ed energie. Su di essa abbiamo infatti, assieme al prof. Nevola e all’Università di Trento, elaborato un questionario, poi somministrato (con la collaborazione di alcuni studenti del Liceo Prati nell’ambito dell’alternanza Scuola-lavoro) in 15 scuole della provincia, a 500 studenti. Abbiamo ottenuto una fattiva disponibilità e collaborazione di dirigenti e docenti, e riscontrato un interesse notevole, talora lusinghiero, da parte degli studenti. Nel prossimo numero di QT e nel successivo, presenteremo i risultati, li analizzeremo e commenteremo.

Infine un’ultima iniziativa, che meglio pubblicizziamo a pagina 51: il 15 luglio faremo una festa di sostegno a QT nella nostra sede, in cui verranno presentate criticamente ed eseguite dal vivo (da Enrico de Bertolini, Clara Lanzinger, Stefano Mosna) alcune delle canzoni più significative del ‘68, da “We shall overcome” a “Contessa”, da “Gorizia” a “Imagine” alla “Locomotiva” e altre ancora. Un momento per rivivere, approfondire (le presentazioni saranno a cura di Ettore Paris e di Fabrizio Rasera) stare assieme e sostenere il nostro giornale.